Affrontiamo il cambio di stagione… secondo Natura!

Quante volte ai cambi di stagione ci sentiamo un po’ giù di corda? Niente di strano: con l’arrivo della primavera in particolare abbiamo improvvisamente a che fare con una maggiore quantità di luce, cambiano spesso anche i nostri ritmi e il corpo e la mente fanno fatica ad adattarsi.

Ecco che ci sentiamo fiacchi, privi di energia, stressati, abbiamo un leggero ma continuo, mal di testa, una sensazione di sonnolenza predominante e non abbiamo voglia di fare nulla. Aggiungiamoci poi quel po’ di debolezza conseguente alle influenze da “colpo di freddo” tipiche della mezza stagione o alle allergie e il gioco è fatto. Situazioni di debolezza e apatia possono però dipendere anche dall’intensificazione dei nostri impegni quotidiani legati a lavoro, sport e studio, come nel caso dei tanti giovani che si preparano agli esami.

In tutti questi casi può diventare difficile mantenere costante lo slancio naturale e il riposo del fine settimana non è mai sufficiente, soprattutto in questo periodo di naturale calo fisico.

Per far fronte a questa situazione per prima cosa è essenziale curare l’alimentazione, evitando cibi di difficile digestione come la carne rossa, i latticini e gli alcolici, e riducendo anche quelli che contengono il glutine. Tanto per cambiare, ampio spazio dovrebbe essere dato invece alla frutta e alla verdura fresca di stagione, in particolare quella a foglia verde, che fa bene al fegato e lo disintossica. Non dimentichiamo poi di bere molta acqua, per aiutare l’organismo a eliminare le tossine. In questo senso, possiamo ricorrere a due o tre tisane disintossicanti e depurative al giorno, a base di Ortica, Tarassaco, Bardana e Gramigna.

Se vogliamo tiraci su un valido aiuto può venire inoltre da integratori cosiddetti “ricostituenti”, purché scegliamo quello più adeguato alle nostre esigenze. Le cosiddette sostanze tonico-adattogene forniscono infatti principi attivi molto utili per sostenerci in periodi di aumentato fabbisogno energetico. Le più utilizzate ed efficaci nei tonificanti naturali ad azione specifica per gli adulti sono Ginseng, Eleuterococco, Guaranà, Rodiola e Whitania. Per sostenere invece i bambini nello svolgimento dei loro piccoli grandi impegni di ogni giorno, si può utilizzare, sotto consiglio del pediatra, Malto d’Orzo o Germe di Grano, Acerola, i cui frutti, ricchi di vitamina C, sono ideali per aiutare l’organismo a reagire ai fastidi legati ai primi sintomi influenzali, e Pappa Reale, che con le sue proprietà toniche e ricostituenti ne aumenta la vitalità e lo stato di benessere psicofisico ottimizzando la capacità di resistenza.

Anche per chi è già sopra i 50 anni di età o per chi deve affrontare periodi di particolare attività intellettuale, erbe officinali quali Semi d’Uva, Schisandra e Ginkgo (controindicato solo in caso di terapie con anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici), possono fornire sostanze utili a potenziare reattività, memoria e capacità di concentrazione.

Se poi la spossatezza è dovuta a stati di convalescenza, rivolgetevi al vostro farmacista di fiducia, che terrà in considerazione età, ritmi di vita, tipo di impegni e caratteristiche fisiche per trovare insieme a voi la soluzione migliore.

Estate: è tempo di sieri!

D’estate, con il caldo, la pelle del viso richiede cure e prodotti speciali perché quelli che si usano normalmente durante l’anno possono risultare troppo pesanti.

antiage2

Giovani o mature, normali o sensibili, grasse o secche, pallide o abbronzate: tutte le pelli possono aver bisogno di un trattamento concentrato. I sieri cosmetici hanno la caratteristica di essere superconcentrati e rapidissimi nei risultati. In questo periodo però spesso finiscono in fondo al cassetto, perché pensiamo di non averne bisogno o temiamo che secchino ancora di più la cute, già disidratata da sole e caldo. Dovremmo invece pensare al siero come al passe-partout dell’estate, adatto a qualunque tipo di pelle grazie alla texture leggera e più asciutta che penetra in profondità e lo rende perfetto anche per essere abbinato al make up o a un solare. Con il clima umido e l’aumento di  temperatura, infatti, questo è il momento dell’anno in cui la fisiologica traspirazione cutanea viene più ostacolata; la pelle appare perciò più lucida, può risultare appiccicosa e unta al tatto. Un siero dal potere idratante intensivo è invece in grado di ripartire l’acqua in tutte le zone del viso, per preservarne la freschezza per tutto il giorno: la pelle risulta rimpolpata, il colorito più fresco e luminoso, le piccole rughe di disidratazione sono come levigate, ma senza l’effetto “sudaticcio” che in questi casi potrebbe produrre la crema.

Il segreto? La semplicità formulativa! Il siero è più concentrato in attivi rispetto a una crema e, avendo un facile assorbimento, può veicolarli in maniera immediata e agire in profondità.

Quale scegliere? Ce n’è per ogni esigenza:  un siero rivitalizzante è ottimale quando la pelle appare stanca e stressata a causa di poco sonno, stanchezza, fumo e inquinamento, sovraesposizione ai raggi UV, alimentazione non equilibrata; un antietà per una pelle segnata da rughe e grinze; rimpolpante, per riempire la pelle di lipidi che possono diminuire dopo la menopausa; sebonormalizzante e opacizzante, per ridurre le imperfezioni e l’aspetto lucido e untuoso della pelle grassa e impura; un siero illuminante, quando vogliamo uniformare il colorito riducendo le macchie brune.

Si utilizza al mattino, come base o unico trattamento (prelevandone una piccola quantità sul dorso della mano e stendendolo sul viso) e/o alla sera, quando è maggiore la ricettività della pelle che, nella fase notturna,  aziona i suoi processi di rinnovamento  cellulare. Il trucco in più: per preparare la pelle a ricevere tutti i benefici del siero, regalatevi un massaggio defaticante nelle zone del contorno occhi, arco sopraciliare e mento, per poi stendere il prodotto.

Se sentite comunque il bisogno del nutrimento apportato dalla crema, infine, il consiglio è quello di abbinare al siero un’emulsione leggera, dalla texture più fluida e fresca, e di fare settimanalmente uno scrub viso. Vedrete: con questi accorgimenti potrete dire addio all’effetto lucido e regalarvi una pelle fresca e idratata anche in estate!

I disturbi “in rosa”…

Insonnia, stitichezza, dolori addominali, mal di testa… noi donne, più colpite per ragioni fisiche, mutamenti ormonali o predisposizione naturale, conosciamo questi problemi fin troppo bene.

La famigerata sindrome premestruale (SPM), ad esempio, è caratterizzata da un insieme di disturbi di ordine fisico, psicologico, emotivo e comportamentale. Si verifica nella seconda metà del ciclo mestruale, ovvero nel periodo post-ovulatorio, può manifestarsi a qualsiasi età ed è principalmente scatenata dall’azione degli ormoni femminili: l’innalzamento e la drastica diminuzione dei livelli di estrogeni e progesterone nel corso del ciclo, creano infatti una serie di squilibri che causano sbalzi di umore, insonnia, nervosismo, tensione al seno e ritenzione idrica.

immagine da deabyday.tv

immagine da deabyday.tv

Ovviamente, un po’ di fastidio e dolore associati alla menorrea sono perfettamente normali e non riconducibili immediatamente a una diagnosi di sindrome premestruale. Si tratta invece di SPM quando i sintomi compaiono circa una settimana prima del flusso e si risolvono completamente con la sua comparsa. I principali segnali sono: irritabilità e aggressività incontrollabile; vistose fluttuazioni dell’umore, sino alla depressione; gonfiore addominale; meteorismo; aumento dell’appetito e del peso; dolore al seno.

La gravità della SPM dipende dall’intensità dei disturbi e dal loro impatto sulla vita quotidiana, e sul piano clinico si possono distinguere tre gradi: I – lieve o media (interessa circa il 60-70% delle donne, che si sentono irritabili, nervose e malinconiche, ma il loro benessere psicofisico non ne risulta stravolto); II – grave (colpisce il 12-36% della popolazione femminile, con sintomi decisamente più intensi); III – gravissima (coinvolge una ristrettissima minoranza, ma presenta una sintomatologia psichica talmente pesante da avere conseguenze serie anche nella vita relazionale e professionale).

Anche se queste complicazioni sembrano inevitabili non dobbiamo scoraggiarci, poiché possono essere affrontate partendo innanzi tutto da uno stile di vita sano. Ecco qualche consiglio: dormite otto ore per notte (la carenza di sonno manda in tilt il ciclo, facilita la depressione e peggiora la sindrome); riducete lo stress, ridimensionando gli impegni e chiedendo aiuto più spesso; svolgete attività fisica con regolarità, per scaricare la tensione; evitate i cibi in scatola o con conservanti aggiunti (contengono sostanze eccitanti che favoriscono l’irritabilità); non eccedete con il consumo di sale, alcolici, teina e caffeina; consumate invece frutta e verdura, legumi, noci, banane, cereali integrali, pesce fresco e yogurt magro; respirate lentamente e profondamente quando sentite salire la tensione.

Altre accortezze comportamentali e il ricorso mirato a integratori alimentari specifici, infine, possono essere di grande aiuto per risolvere alcuni dei problemi associati alla sindrome premestruale e al ciclo, come l’emicrania, la fame nervosa e i crampi addominali.

Vediamo allora indicazioni terapeutiche più specifiche per fronteggiare i disturbi associati alla sindrome premestruale (SPM).

Una sostanza particolarmente utile per il trattamento dei sintomi della SPM, come seno dolente, mal di testa, nausea, irritabilità, ritenzione idrica, vertigini, senso di stordimento, è la vitamina B6, nota anche come piridossina o “vitamina della donna”. Gli alimenti più ricchi di B6 sono lievito di birra, semi di girasole, germe di grano, farina di soia, lenticchie secche, cereali integrali, leguminose, banane, patate, cavolini di Bruxelles e cavolfiori, ma può essere assunta anche attraverso appositi integratori. Per quanto riguarda invece l’emicrania mestruale, si può trattare con diversi rimedi. Uno di questi è l’assunzione di un contraccettivo in continua, ovvero di una pillola anticoncezionale senza pause: con questo metodo, da adottare solo sotto rigida osservazione medica, si riduce la frequenza del ciclo facendolo tornare ogni 3-6 mesi o meno, e limitando così gli attacchi di cefalea. Per un approccio più naturale, si può ricorrere però a integratori di magnesio, aminoacidi come il triptofano, e fitoterapici come l’agnocasto, specialmente in quei casi in cui il mal di testa è preceduto da sindrome premestruale. Esistono poi farmaci specifici, che devono sempre essere valutati dal medico e utilizzati solo per le emicranie resistenti ad altre terapie.

Per quanto riguarda i dolori addominali, mangiare pesce azzurro, ricco di omega-3, aiuta a tenere sotto controllo i crampi e le contrazioni muscolari provocate dallo sfaldamento dell’endometrio.

Durante la fase premestruale e il ciclo si avverte poi un aumento della fame e un irrefrenabile desiderio di dolci e cioccolata, che non sempre si riesce a controllare. Questa tensione è dovuta a una forte diminuzione del metabolismo della serotonina, ormone implicato nel tono dell’umore. La vitamina B6 e il magnesio sono elementi fondamentali anche per favorire la sintesi della serotonina ed evitare il calo degli zuccheri, e gli alimenti che fanno al caso sono carboidrati complessi integrali, legumi, patate. Ovviamente, cedere a qualche pezzetto di cioccolato non deve generare sensi di colpa: basterà seguire alcuni trucchi per non rendere il danno irrimediabile! L’ideale è fare colazione, pranzo, una merenda e una cena leggera, poiché mangiare a orari regolari porta a un maggiore controllo sul ciclo della fame. È bene poi evitare i dolci nel pomeriggio e limitarsi a un frutto, perché è in circolo un alto livello di insulina che aumenterebbe ancor di più introducendo zuccheri. Per riuscirci, dovremmo occupare il tempo con diversivi ludici che ci distraggano dalla fame nervosa, dedicandoci ad esempio ad attività fisiche aerobiche, che innalzano i livelli di serotonina e dopamina (l’ormone della felicità), o praticando qualche rilassante lezione di yoga. Giacché questo sintomo ha anche motivazioni psicologiche, possiamo infine ricorrere a tisane di tiglio, melissa o passiflora, che aiutano a calmare gli stati d’ansia e a ritrovare serenità.

Uomini sull’orlo di una crisi di nervi…

Le questioni di lavoro, gli impegni in famiglia, le bollette da pagare, la crisi economica. I motivi causa di stress sembrano infiniti e il benessere psicofisico ne risente fortemente, facendoci sentire estremamente insicuri e a disagio, con difficoltà anche a livello relazionale e conseguenze talvolta drammatiche.

stress-da-lavoro-6-milioni-di-italiane-sull-orlo-di-una-crisi-di-nervi_1716

Uno dei nemici più insidiosi del nostro equilibrio è inoltre l’onnipresente cellulare, di cui ormai facciamo un vero e proprio abuso. La possibilità di navigare ha aumentato le ore passate sui minischermi, scatenando un nuova “psicosi”: la “nomophobia”  termine che nasce dall’inglese “no mobile phone phobia”, uno stato di ansia derivato dalla mancanza o dalla perdita del telefono. Senza dover ricorrere a casi estremi, e tralasciando l’acceso dibattito sui rischi tumorali, diversi studi attestano che dall’abuso del cellulare derivino stress, problemi nel dormire, sintomi depressivi. È bene quindi staccarsi dal telefono verso sera, almeno un ora prima di coricarsi, soprattutto se l’utilizzo in giornata è stato intenso. PC e dispositivi tecnologici accesi a oltranza influiscono inoltre sulla frequenza dei rapporti sessuali , che cala del 70%.

Secondo recenti studi, un rimedio naturale alla portata di tutti contro lo stress esiste: l’attività fisica, che ci aiuta non solo a scaricare l’ansia accumulata durante la giornata, ma anche a prevenirla, poiché rafforza la funzionalità del cervello. Basterebbe esercitarsi anche solo per mezz’ora al giorno, facendo cose semplici come andare in bici, correre, nuotare: l’importante è muoversi, perché così è possibile ridurre le tensioni muscolari, favorire il riposo notturno, migliorare l’ossigenazione delle cellule cerebrali, determinare il rilascio di endorfine, e scaricare le sostanze dannose accumulate. Quando iniziano a notarsi i primi risultati, poi, soddisfazione e autostima aumentano.

Infine, in condizioni di stress acuto, anche il sistema immunitario funziona meno bene, tanto da poter mandare messaggi alterati al cervello che, a sua volta, reagisce causando sensazioni di malessere generale, poco appetito e umore depresso. Le difese si abbassano rendendoci più vulnerabili alle malattie.

Complessi naturali come Ginseng, Eleuterococco, Pappa reale, Rhodiola rosea, possono essere utili nell’adulto per una risposta immediata. La Rhodiola rosea, in particolare, si rivela un coadiuvante importante nei casi di alterazione dell’umore o disturbi del sonno.  Possiede infatti un elevato potere tonico-adattogeno che aiuta le nostre capacità di adattamento e accresce la resistenza dell’organismo alle aggressioni, interne o esterne, che ci fanno spesso sentire schiacciati dagli impegni o fisicamente indeboliti. La Rhodiola rosea stimola inoltre la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce al controllo dell’appetito, del sonno, dell’umore e delle funzioni cardiovascolari, nonché al potenziamento della memoria, della concentrazione e dell’apprendimento!

Unghie rigate: da cosa dipende?

Da un po’ di tempo a questa parte le vostre unghie non sono più lisce e regolari come prima, ma presentano delle “righe” in senso verticale più o meno pronunciate?

immagine da benesserefaidate.com

immagine da benesserefaidate.com

Se sì, la ragione più probabile è che, ahinoi, stiamo invecchiando. Caratteristiche come durezza, resistenza ed elasticità dell’unghia sono dovute alla presenza di cheratina, proteina costituita da lunghe catene di aminoacidi (tra cui spiccano cisteina, acido glutammico ed arginina), di oligoelementi come  zinco, ferro, e vitamine A, B6, C e E. Nel momento in cui queste sostanze non sono più sufficienti, le unghie ne risentono, apparendo sottili e fragili, e sfaldandosi facilmente.
Il fenomeno delle righe longitudinali sarebbe promosso dall’atrofizzazione della matrice ungueale che avviene con il passare degli anni, e da una più accentuata difficoltà dell’unghia nel trattenere l’umidità. Ci sono però anche casi in cui l’increspatura delle unghie è dettata da patologie, come l’artrite reumatoide, che tuttavia comporta altri sintomi più eclatanti. Può trattarsi anche di una alimentazione inadeguata, o ancora di carenza di vitamine (in particolare B) e ferro. Infine, debolezza e stress, nemiche giurate del nostro organismo, possono essere causa delle unghie rigate.
In generale, le righe verticali non devono dunque suscitare apprensione, diversamente da quelle orizzontali, che possono invece essere sintomo di alcune malattie croniche.
Le linee, solchi o creste orizzontali che compaiono evidenti sulle unghie sono anche dette “linee di Beau”, e sono la conseguenza di una interruzione nella crescita ungueale dovuta a uno stato patologico. Tra le diverse condizioni mediche associate alle linee di Beau, si possono trovare il diabete, la polmonite, le malattie esantematiche con parotite (orecchioni) o morbillo, la scarlattina,  ma anche febbre alta o malattie vascolari periferiche. In tono minore, può essere segno di una carenza di zinco.
Anche eventi traumatici, come il contatto con sostanze chimiche a pH basso o molto alto e le micro fratture, possono provocare un’alterazione delle sostanze che costituiscono le unghie, promuovendo la fragilità e l’esfoliazione degli strati di superficie.
L’abitudine di usare smalti di qualità scadente può peggiorarne lo stato di salute, facendole apparire più secche, fragili e facili allo sfaldamento; per rimuoverlo, inoltre, utilizziamo spesso solventi che disidratano l’unghia, compromettendone ancor di più la robustezza.
Nel caso in cui il problema dipenda da disidratazione, è opportuno applicare una crema che vada a compensare le perdite delle sostanze che ne costituiscono la struttura. Se invece la causa principale risiede in una carenza nutrizionale, è necessario integrare la dieta con una supplementazione vitaminica e minerale.
Contro le unghie fragili il rimedio fitoterapico per eccellenza è infine rappresentato dall’Equiseto e dall’olio di Mandorle dolci, con cui dovremmo  ungerle tutte le sere. Se avete dubbi, come sempre, consultate il vostro medico!

Insufficienza venosa: cosa fare?

immagine da farmaciaartegna.it

immagine da farmaciaartegna.it

Le vene varicose (o semplicemente varici) sono dilatazioni patologiche delle vene che interessano in particolare gli arti inferiori, sebbene possano manifestarsi anche in altre aree. Sempre allungate ed evidenti, assumono un caratteristico andamento tortuoso, costituendo un vero e proprio disagio estetico per moltissime donne. L’insufficienza venosa ne è la causa principale, ma le vene varicose possono dipendere anche da altri fattori, come trombi a carico delle vene profonde, compromissione dei vasi, deficienza della pompa muscolare, obesità e sedentarietà. Spesso provocano inoltre fastidiosi sintomi, come caviglie gonfie, crampi muscolari, formicolii alle gambe, gambe gonfie e stanche, percezione di freddo costante.

Vediamo COSA FARE per combatterle: mantenere il proprio peso forma; praticare esercizio fisico e sport regolare, utilissimo per favorire la circolazione sanguigna (evitare però sport che richiedono scatti o movimenti bruschi, come tennis o jogging e preferire ad esempio il nuoto o lunghe camminate di buon passo); rialzare il letto in corrispondenza dei piedi; indossare calze elastiche/bende a compressione graduata per contrastare il ristagno di sangue nei capillari.

Ecco invece cosa NON FARE in caso di insufficienza venosa conclamata o probabile: rimanere in posizione eretta per molto tempo (può favorire l’ipertensione venosa); indossare abiti troppo aderenti, come pantaloni, intimo troppo stretto, cinture e collant, che ostacolano il circolo del sangue; indossare spesso scarpe con tacchi alti (le scarpe basse obbligano i muscoli della gamba a lavorare di più, preservando l’integrità delle vene); fumare (il fumo aumenta il rischio di insufficienza venosa, specie nei soggetti predisposti); esporsi per lunghi periodi al sole o fare bagni molto caldi; rimanere a lungo in ambienti troppo caldi (la temperatura esterna elevata può infatti favorire la vasodilatazione); rimanere seduti o in piedi per lunghi periodi (il cambio di posizione incoraggia il flusso sanguigno); sedersi con gambe incrociate (posizione che potrebbe aggravare l’insufficienza venosa, favorendo la comparsa delle varici).

Come sempre, anche l’alimentazione è un anello fondamentale della cura. È bene quindi: seguire un regime dietetico ipocalorico ed assumere molti liquidi, soprattutto in caso di sovrappeso/obesità; assumere tanta frutta e verdura in quanto ricca di antiossidanti come vitamine C ed E; consumare alimenti ricchi di vitamina C e di colore viola/blu scuro. Vanno invece evitati cibi di difficile digestione, come fritture e alimenti ricchi di grassi, alcol e caffeina.

Infine, per ridurre anche i segni antiestetici del disturbo, applicate sulle gambe preparati a base di attivi naturali ad azione protettiva e flebotonica, come: Rusco o Pungitopo, Vite rossa, Ippocastano, Centella asiatica. Gli stessi principi attivi possono inoltre essere assunti sottoforma di compresse od opercoli, da utilizzare anche come complemento alla cura farmacologica.

Mille usi e proprietà della Camomilla!

immagine da cultura.biografieonline.it

immagine da cultura.biografieonline.it

La Camomilla (Matricaria camomilla o Chamomilla recutita) è una nota pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteracee. Il suo nome deriva dal greco chamàimelon, che significa “mela della terra”, per il profumo inconfondibile che ricorda quello del gustoso frutto. Il nome del genere, Matricaria, proviene invece dal latino matrix, che significa “utero”, ed è dovuto al suo potere calmante dei dolori mestruali.

La Camomilla è caratterizzata da costituenti idrofili e lipofili, e a seconda della modalità di utilizzo esercita attività differenti.

Tra i componenti idrofili, che sono estratti con solvente acquoso sotto forma di infuso o decotto, citiamo i flavonoidi, le cumarine glicosilate e gli acidi fenolici, che conferiscono all’estratto proprietà spasmolitiche, sedative e antiossidanti. L’infuso di Camomilla è quindi notoriamente indicato anche per favorire il sonno e combattere la tensione. L’altra classe di principi attivi, i liposolubili, concorre invece alla formazione di un olio essenziale che vanta proprietà antisettiche, antinfiammatorie e lenitive.

Grazie all’attività antispastica e antinfiammatoria sulla muscolatura liscia del tubo digerente, è indicata nella terapia di affezioni gastrointestinali, in caso di gastriti, coliti, enteriti ed esofagiti. È un ottimo miorilassante, pertanto utile in caso di crampi intestinali, sindrome dell’intestino irritabile e spasmi muscolari.

Per noi donne, come già accennato, avendo proprietà calmanti ed emmenagoghe (in grado cioè, di favorire il flusso mestruale) trova largo impiego anche in problemi ginecologici come dismenorrea e infiammazioni. Per uso esterno, inoltre, manifesta capacità antalgica, antinfiammatoria e debolmente antimicrobica nelle patologie oculari, nelle affezioni cutanee e nei processi flogistici del cavo orale. Come ogni nonna sa bene, un filtro usato di Camomilla tamponato sulle palpebre al risveglio è un ottimo rimedio anche per attenuare gonfiore perioculare, borse e occhiaie!

E veniamo infine all’uso cosmetico di questo delicatissimo fiore. In cosmetica gli estratti di Camomilla sono largamente impiegati per le loro proprietà lenitive, antiflogistiche, antisettiche, cicatrizzanti e dermopurificanti. Nelle formulazioni migliori, sono utilizzati per il trattamento di pelli infiammate, delicate, sensibili, irritate, acneiche, con couperose o foruncoli e anche nei prodotti per i bambini e nei doposole.

Per sfruttarne al massimo i benefici, anch’io ho scelto acqua e olio di Camomilla come protagonisti delle mie creme viso idratanti per pelli secche, sensibili o problematiche e del mio Doposole riparatore alla Camomilla e gel di Aloe: si tratta di un vero e proprio trattamento ristrutturante, lenitivo e rigenerante per la pelle provata dal sole e perfino per ustioni lievi, che utilizzato con costanza vi permetterà di porre rimedio ai danni di un’eccessiva esposizione senza spellarvi!

Unghie fragili: cause e rimedi naturali!

In estate, con gli agenti atmosferici disidratanti tipici delle vacanze al mare, le nostre unghie possono risultare più deboli e provate del solito… trattamento al gel di aloe vera Se le sono fragili e tendono a sfaldarsi le cause possono essere molto diverse: si tratta infatti di importanti spie della nostra salute e il loro aspetto può costituire il sintomo di patologie o carenze di cui non siamo a conoscenza.
Tra i motivi più comuni all’origine del problema c’è l’utilizzo di detersivi e detergenti aggressivi: scegliete il più possibile detersivi ecologici e a base di ingredienti innocui e non dimenticate mai di indossare i guanti. L’utilizzo frequente di smalti (specie se di scarsa qualità) e alcune tipologie di ricostruzione delle unghie possono poi aggravare la situazione e portare a rotture e sfaldature.
Anche le infezioni da funghi alle mani o ai piedi causano un loro deterioramento: se notate che le vostre unghie cambiano aspetto, si rompono o si ingialliscono consultate il medico. In questi casi potete ricorrere al Tea Tree Oil, da applicare localmente una o due volte al giorno.
Unghie fragili o sfaldate possono inoltre rappresentare un sintomo di anemia, disidratazione o intolleranza al glutine, e se sono molto morbide potrebbero segnalare un problema alla tiroide. Per sicurezza, rivolgetevi sempre a un esperto.
Si potrebbe trattare anche di carenze di zinco, vitamina B6 e B5,vitamina A o di calcio: è bene allora rivalutare la propria dieta o fare uso di integratori alimentari.
I massaggi con olio extravergine di Oliva, olio di Mandorle dolci o con acqua e limone sono i rimedi naturali più noti per rinforzare le unghie e ridurne l’ingiallimento; molto efficace è inoltre la miscela di olio di Germe di grano e 10 gocce di olio essenziale di Limone.
L’infuso a base di Equiseto, da bere tutti i giorni e da usare per impacchi, è un ottimo rimineralizzante, utile sia per il problema delle unghie fragili, sia per la caduta dei capelli. 
Un ottimo rimedio topico, utilissimo per la salute di mani e unghie, è poi il Trattamento al gel di Aloe vera, da massaggiare per avere mani morbidissime e curate e unghie sane e forti!

La pelle al risveglio

sonno Un’antica massima cinese recita: se vuoi riconoscere il tuo nemico guardalo in faccia al mattino. Ed è al risveglio che spesso, guardando allo specchio ancora assonnati il nostro viso stanco e segnato, ci accorgiamo degli infaticabili nemici della nostra bellezza: sonno insufficiente, disordine alimentare, eccesso di bevande alcoliche, fumo, stress. L’alcol, ad esempio, aumenta il rischio di trasudazione capillare che favorisce la fuoriuscita di liquidi nel derma con conseguente rigonfiamento e cedimento della pelle. La trasudazione capillare è massima quando ci si trova in posizione sdraiata: per questo dormire sulla schiena invece che a pancia un giù può aiutare a bilanciare l’effetto della forza di gravità ed evitare occhiaie e gonfiore del viso. La cosa certa è che un viso segnato e spento non ci aiuta a cominciare bene la giornata ed è l’anticamera del precoce invecchiamento cutaneo. Ecco quindi qualche consiglio per risvegliare anche la nostra bellezza! Appena sveglie lavate il viso con acqua fresca e un detergente dolce a base di sostanze idratanti. I saponi alcalini, specialmente quelli deodoranti, dovrebbero essere evitati e non bisogna lavarsi troppo spesso con acqua di rubinetto, poiché depaupera la pelle di sebo e idratazione, seccandola; inoltre, il cloro, presente come disinfettante in molte acque potabili, favorisce la formazione di rughe e rende il viso opaco e spento. Dovremmo poi avere molta cura del contorno occhi, che dovrà essere rinfrescato con delicatezza per ridurre eventuali gonfiori o segni di occhiaie. Come ottimo rimedio “della nonna” per le occhiaie, potete bagnare in acqua fredda due bustine di Tè verde o di Camomilla biologici e fare un impacco lampo di pochi minuti; applicate quindi la vostra crema o il vostro siero contorno occhi. Continuate poi picchiettato leggermente tutto il viso e stendete un prodotto cosmetico idratante e protettivo, meglio se a base di sostanze acquose e nutrienti naturali. A colazione: non fatevi mai mancare una tazza di Tè verde o un bicchiere di succo d’Arancia per rifornire la quotidiana riserva di antiossidanti, essenziali per sconfiggere i radicali liberi. Esistono poi numerosi rimedi naturali fai da te per rassodare la pelle e attenuare le rughe: uno fra tutti è il Papavero selvatico, oggi sempre più raro nei nostri campi di cereali a causa dell’impiego sconsiderato di erbicidi selettivi. I fiori essiccati del Papavero concentrano preziose essenze cosmetiche ringiovanenti e principi attivi rivitalizzanti. Se riuscite a procurarvene un certo quantitativo, potrete così beneficiare dell’esperienza secolare di questo antico cosmetico orientale: in un litro di acqua bollente ponete 60 grammi di fiori essiccati e lasciateli in infusione per dieci minuti, filtrate e applicate sulla pelle del viso garze di cotone pulite e imbevute di questo pregiato infuso. L’impacco per attenuare le rughe e tonificare stabilmente la pelle del viso va applicato almeno due volte a settimana. immagine da benessere.guidone.it

Scrub e peeling: una buona abitudine

Adatto sia alle donne che agli l’uomini, lo scrub (denominato anche gommage o peeling) è un trattamento che ridona luce alla pelle affaticata dallo stress e aggredita dallo smog. Secondo il tipo di pelle, ognuno di noi noterà una certa rugosità sotto i talloni o vicino le ginocchia, oppure ai gomiti o agli avambracci, senza escludere i glutei, dove la pelle può inspessirsi notevolmente.

La nostra pelle si rinnova infatti continuamente: dallo strato profondo nascono le cellule vitali e fresche che, però, arrivando in superficie perdono acqua e muoiono, formando una patina opaca e inspessita; questa va periodicamente rimossa con uno scrub o peeling viso e corpo, per stimolare il rinnovamento cellulare e ritrovare luminosità.

Andrebbe fatto mensilmente prima di qualunque trattamento e almeno un mese prima dell’estate per preparare il corpo all’abbronzatura. Adesso che siete ancora ben abbronzati il peeling va eseguito comunque: non è vero che fa sparire la tintarella, anzi! Depurando la pelle dalle cellule morte avrà una maggiore tenuta!

È indispensabile anche per combattere la cellulite: attenuando l’effetto buccia d’arancia, la pelle delle gambe apparirà più levigata e compatta e sarà nelle condizioni ottimali per ricevere meglio i principi attivi dei trattamenti specifici.

In farmacia possiamo trovare degli ottimi preparati naturali che svolgono una profonda attività di peeling sia chimico (ad esempio con gli acidi della frutta) che meccanico, ma per le emergenze si può ricorrere anche al fai-da-te.

Come base del nostro scrub fatto in casa possiamo usare due elementi naturali facili da reperire: olio di Mandorle dolci o Miele. Entrambi hanno effetti idratanti ma il miele tende a incollarsi alla pelle per cui va applicato eseguendo massaggi concentrici e tenendo i capelli legati. Una volta scelto il nostro ingrediente base versiamone due cucchiaini in una tazzina e aggiungiamo due cucchiaini di sale fino o un cucchiaino di Cannella in polvere (preferibilmente non raffinata). Sicuramente la miscela di Miele e Cannella è ideale poiché lascia la pelle anche molto profumata. Il composto così ottenuto va messo sul viso, evitando il contorno occhi e massaggiato delicatamente per qualche minuto. Va poi rimosso con dell’acqua tiepida con l’aiuto di spugnette.

Per lo scrub corpo, si può sostituire il sale fino con del sale grosso, meglio il sale del mar Morto, aumentando le quantità di olio o Miele. La miscela va poi spalmata e massaggiata nei punti critici: dai talloni alle ginocchia, per arrivare a cosce e glutei, senza trascurare gomiti e avambracci. Piano, piano con delicatezza le cellule morte verranno via e le gambe saranno pronte anche per una perfetta depilazione.

Per un trattamento davvero efficace e completo ma sempre naturale, ho studiato una formula particolare agli acidi della frutta e fibre di bamboo, che unisce le proprietà esfolianti sia chimiche che meccaniche di piante selezionate regalando alla nostra pelle una pulizia profonda, nutrimento e un’intensa rigenerazione.

peeling agli acidi della frutta con fibre di bamboo e rosa mosqueta