Tornare in forma dopo il parto

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Sono molte le donne preoccupate che la gravidanza possa compromettere irreparabilmente la loro forma fisica… possiamo tranquillizzarle fin da subito. Una bilanciata attività fisica prima del parto non solo è in grado di rendere l’evento meno traumatico, ma migliora notevolmente anche le capacità di recupero dopo il lieto evento.
La cosa assolutamente da evitare è invece lanciarsi immediatamente dopo la gravidanza in programmi di intenso allenamento, magari associati a diete più o meno rigide, tanto più se non si hanno precedenti esperienze sportive: l’attività fisica e l’alimentazione vanno modulate, e particolari ed ulteriori cautele sono necessarie qualora siate in fase di allattamento.
Le trasformazioni che avvengono con la gestazione interessano gli aspetti macroscopici muscolari ed ossei e il processo di ri-adattamento potrebbe impiegare anche un anno: bisogna quindi prima di tutto saper aspettare. Come è facile immaginare, ad esempio, il peso diminuisce drasticamente subito dopo il parto, e un ulteriore calo si avrà con la riduzione dell’utero che mediamente impiega le successive 5-6 settimane.
In caso di parto cesareo non ci si potrà allenare prima di sei settimane, necessarie perché si rimargini la ferita; in questo periodo di attesa è controindicato nel modo più assoluto qualsiasi sforzo per gli addominali, ma nel frattempo è bene cercare di stare in piedi il più possibile, e iniziare fin da subito dei semplici esercizi per riattivare la circolazione sanguigna e per i muscoli pelvici.
Nel caso delle smagliature, la cui comparsa è normale ma da scongiurare, la cosa migliore è prevenire trattandole durante la gravidanza: i massaggi con dell’olio essenziale di Lavanda e/o di Argan, se tempestivi, si sono dimostrati molto efficaci.
Lo stress del parto, la ripresa della vita quotidiana e il diventare mamma sono elementi che possono indurre periodi di eccessiva stanchezza: un esercizio fisico svolto nel modo corretto aiuta anche a ritrovare il giusto equilibrio psico-fisico, con benefici per l’umore e la qualità del sonno.
Se si allatta, si possono poi sperimentare attacchi di fame dovuti a squilibri degli zuccheri nel sangue. In questo caso si dovrà fare uno sforzo particolare per non cedere ai “cibi-spazzatura” che, questi sì, potrebbero rallentare se non impedire il vostro recupero fisico. Abituatevi, tra un pasto e l’altro, a piccoli spuntini con alimenti energetici ma allo stesso tempo regolatori della glicemia: frutta fresca, carote, finocchi, sedani, pomodori e così via. Bevete molto, poiché incrementa la produzione di latte, ed evitate cibi speziati o troppo saporiti, che gli conferirebbero un sapore sgradevole. Per i consigli sull’alimentazione, infine, è sempre bene consultare un professionista qualificato che sappia indicarvi una dieta congrua per voi e per il vostro bambino.

immagine da kidzone.blogosfere.it

Viaggio alla scoperta delle materie prime: la Rosa Mosqueta

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La Rosa mosqueta (o rosa muschiata o moscata), è una pianta originaria del Cile che dona frutti eccezionalmente ricchi di Vitamina C e di una forma estremamente attiva di Vitamina A, dai quali si estrae un olio fortemente nutriente, efficacissimo contro le rughe e l’invecchiamento cutaneo. Ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi, questo prodotto naturale è molto sensibile all’aria, alla luce e agli sbalzi di temperatura, e va incontro a un rischio elevato di alterazione: è quindi assolutamente necessario che sia di buona qualità e certificato, affinché mantenga intatto tutto il suo contenuto di sostanze preziose per la pelle.

Al contrario di numerosi prodotti più comunemente usati, questo olio penetra e agisce realmente in profondità, apportando elementi indispensabili alla pelle. Per la sua azione cicatrizzante e rigenerante  dei tessuti cutanei, la Rosa mosqueta è inoltre indicata nella cura di acne, eczemi, couperose e pelli iper-pigmentose. Contiene infatti un’altissima percentuale di acidi grassi polinsaturi, sostanze indispensabili nei processi di rigenerazione delle membrane e dell’epidermide e principali responsabili dei suoi effetti cosmetico-dermatologici.

L’olio di Rosa mosqueta, il derivato di più facile reperibilità e utilizzo, è quindi efficace nell’attenuazione degli inestetismi causati da cicatrici (che è in grado di levigare), dalle smagliature (con risultati evidenti già dopo quindici giorni applicandolo puro due volte al giorno), dalle macchie della pelle. Usato costantemente su viso e corpo, puro o in aggiunta alla crema idratante e ad altri prodotti cosmetici, attenua le rughe di espressione e agisce sull’invecchiamento prematuro, sulla pelle secca e spenta e anche su quella rovinata dall’acne: la sua applicazione rende la pelle luminosa, liscia ed elastica, eliminando i segni di stanchezza e donando una buona idratazione.

Per queste sue molteplici proprietà ho deciso di introdurre la Rosa mosqueta nel mio Peeling agli acidi della frutta con fibre di Bamboo e Rosa mosqueta. Penetrando rapidamente nella pelle il tempo di posa del peeling è sufficiente per sfruttare tutte le sue capacità cicatrizzanti, elasticizzanti, rigeneranti e tonificanti: questa pianta rende così il mio peeling più di un trattamento di bellezza completo, non solo un esfoliante ma un prodotto efficace su rughe, pelle impura, colorito opaco e macchie brune.

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La psoriasi: cure naturali e norme comportamentali per fronteggiarla

Ultimamente mi è stato chiesto se conoscessi un rimedio contro la psoriasi, una malattia infiammatoria della pelle non infettiva né contagiosa, ma solitamente di carattere cronico e recidivante.

Le cause della psoriasi sono ancora sconosciute, anche se alcune ricerche sembrano indicare un’origine multifattoriale  in cui intervengono elementi autoimmunitari, genetici e ambientali. Si tratta comunque di una patologia estremamente complessa, che può peggiorare o migliorare senza un motivo apparente.

L’evento scatenante il primo focolaio è talvolta uno stress, fisico o mentale, un trauma o lesioni della cute, oppure un’infezione, spesso da Streptococco. I siti più comuni per le lesioni da psoriasi, che guariscono senza lasciare cicatrici e senza disturbare la crescita dei peli, sono lo scalpo, le zone di estensione di gomito e ginocchio e la zona lombo-sacrale, ma in alcune sue forme si trovano nelle zone di flessione, sui genitali, sulla pianta dei piedi e il palmo delle mani.

Vi lascio una ricetta che può venire in aiuto (ne sconsiglio però l’uso in gravidanza e al di sotto dei tre anni di età):

–      15 gocce di olio essenziale di Geranio rosato egiziano (Pelargonium asperum)

–      10 gocce di Ravensara aromatica (Cinnamonum camphora)

–      10 gocce di olio essenziale di Legno di Rosa (Aniba roseadora)

–      5 gocce di Menta piperita (Mentha piperita)

–      70 gocce di olio vegetale di Calendula (Calendula officinalis)

Mettete qualche goccia della miscela sulle zone affette 3 volte al giorno.

Questi oli, purché utilizzati alle giuste concentrazioni, sono ben tollerati dalla cute. Il Geranio è fortemente cicatrizzante, antinfiammatorio e  riequilibrante; l’olio di Legno di rosa ha proprietà rigeneranti, è molto nutriente e agisce in sinergia con la Ravensara aromatica, di cui aumenta il potere antivirale e antibatterico e l’azione sulle deficienze immunitarie; la Menta ha azione sulle dermatiti in genere e riduce il prurito; l’olio di Calendula  è utile in tutti quei casi in cui la pelle è irritata screpolata.

Un ottimo lenimento per le lesioni da psoriasi è poi il portentoso Olio di Argan (accertatevi come sempre che sia puro e di buona qualità), super nutriente ma non untuoso, che specie se combinato con poche gocce di olio essenziale di Lavanda e applicato sulle zone interessate conferisce un immediato miglioramento alle condizioni della pelle anche nell’aspetto.

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Infine esistono norme igienico-comportamentali che possono sicuramente ridurre l’entità delle manifestazioni cutanee: evitate di grattare le lesioni o strofinare la pelle bagnata; limitate l’uso di detergenti che favoriscono la desquamazione; mantenete una buona idratazione; evitate l’esposizione al sole, specialmente nelle ore più calde; evitate capi d’abbigliamento irritanti, quali vestiti in lana o fibre sintetiche; evitate il contatto prolungato con l’acqua, che può favorire lo sviluppo di infezioni batteriche.

Anche l’alimentazione è un valido aiuto: mangiate pasta integrale, riso, legumi, pesce e verdure “amare”, come cicoria, radicchio, crescione e zucca amara; evitate cibi  come melanzane, pomodori crudi, peperoni crudi e cotti, carciofi, frutti di bosco, mele crude e cachi; assumete integratori a base di Omega 3 e antiossidanti quali i Coenzima Q10.

I raggi UV infine sono salutari per la pronta guarigione delle lesioni, sempre che ci si esponga con un’adeguata protezione solare: paradossalmente però, chi soffre di psoriasi tende a coprirsi in estate, rinunciando a questa possibilità di miglioramento naturale… non dovreste mai vergognarvi di esporvi, ma se proprio non volete affrontare il pubblico, cercate di ritagliarvi i vostri spazi di meritato relax per godervi il sole estivo!

Le cicatrici: come prevenire la comparsa e migliorarne l’aspetto

La cicatrizzazione non è uguale per tutti: in genere più la pelle è scura e la persona giovane, maggiori sono i rischi di una cicatrice antiestetica; alcune zone del corpo, inoltre, cicatrizzano meno bene di altre (petto, sterno, schiena e articolazioni).

Una volta aperta la ferita attraversa varie fasi verso la guarigione. In particolare, dopo qualche giorno inizia a formarsi il tessuto detto “di granulazione”, costituito anche da fibroblasti che producono fibre di collagene e di elastina; nello stesso tempo la lesione si contrae, permettendo un riavvicinamento dei bordi fino a una totale chiusura. Un’attenzione in questa fase (che dura 10-15 giorni) è importante per evitare conseguenze a livello estetico.

Nel processo di cicatrizzazione si possono presentare alterazioni: per eccesso (cicatrice ipertrofica: il tessuto si forma in grande quantità rimanendo poi sempre rilevato e dolente) o per difetto (cicatrice atrofica: il tessuto è insufficiente, soprattutto in soggetti affetti da condizioni patologiche, anemici e astenici, e la ferita può riaprirsi).

Le cicatrici ipertrofiche si sviluppano precocemente sulla lesione e si formano più facilmente in aree di cute sottoposta a tensione (ad esempio le articolazioni). Col tempo, però, tendono a migliorare spontaneamente.

I cheloidi, invece, sono costituiti da un’anomala produzione di tessuto cicatriziale che si sviluppa anche a distanza di molto tempo (anni) e si può estendere anche oltre i margini della lesione.

Il mercato offre numerosi prodotti che possono aiutare nel trattamento delle cicatrici. Alcuni fra questi sono in gel, altri in spray, altri ancora in sottili lamine simili a cerotti o oli a base di vitamina E. Possono essere applicati sia sulle ferite chiuse, in via di guarigione, che sulle cicatrici ipertrofiche o i cheloidi già formati, con l’obiettivo, nel primo caso, di garantire una cicatrizzazione ottimale (“prevenzione”) e, nel secondo, di ottenere il miglioramento dell’aspetto della lesione (es. appiattimento) e/o ridurne le dimensioni. Il meccanismo con cui otterrebbero questo loro effetto però non è noto.

Non è ancora possibile rimuovere del tutto le cicatrici quando compaiono, ma ci sono alcuni metodi efficaci per attenuarle. Ecco alcune cose che dovreste sapere: evitate le lampade o i raggi UV quando la cicatrice è ancora fresca. La luce può alterare il processo di guarigione e modificare il colore e la struttura della pelle. È importante utilizzare un solare a massima protezione, per almeno tre mesi successivi al trauma, facendo attenzione a rinnovare l’applicazione ogni tre ore. Infine, quando la ferita si chiude, mantenete la pelle danneggiata sempre soffice e morbida con l’aiuto di una crema a base di estratti ad azione cicatrizzante, come il gel di Aloe Vera.

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Acne: ma il cibo è innocente o no?

Finite le feste di Natale abbiamo avuto tempo per depurarci… neanche per sogno! 😀

E’ arrivato subito il carnevale, con la sua allegria, le sue follie, i suoi colori e… i suoi piatti tipici! Frittate, frittelle fritture e dolci di ogni genere… e adesso la paghiamo con i brufoli 🙁

Molti di noi credono che ci sia uno stretto legame tra dieta e acne: secondo un’indagine il 32% degli acneici è convinto che proprio il cibo sia il principale responsabile della comparsa dei comedoni, mentre un altro 44% afferma che cioccolata, patatine alcoolici ecc. siano senza dubbio causa di peggioramenti.

In realtà infinite ricerche scientifiche dagli anni ‘60 in poi hanno più volte sottolineato l’assenza di relazioni evidenti tra dieta e acne; al contrario, chi pratica medicina olistica sostiene da sempre che tossine, stress e cattiva alimentazione contribuiscano in misura importante all’eruzione cutanea. Recentemente anche alcuni studi accademici sembrano provare questo legame: le ricerche più accreditate in materia dimostrano che alimenti ad alto indice glicemico, se consumati in eccesso, possono favorire la comparsa dell’acne, perché innalzano i livelli d’insulina che a sua volta va a stimolare la sintesi di ormoni androgeni, responsabili dell’ingrandimento delle ghiandole sebacee presenti nel follicolo pilifero e dell’aumento della produzione di sebo.

Naturalmente esistono anche fattori individuali, come una predisposizione genetica, oppure l’assunzione di alcuni farmaci quali i corticosteroidi e, ovviamente, farmaci a base di androgeni.

Ci sono piccoli accorgimenti che possono migliorare l’estetica della pelle acneica. Per esempio, è bene evitare l’esposizione al sole, che inspessisce la cute, e non stuzzicare con le mani la zone interessate dalla malattia.

La rasatura, negli uomini, richiede alcune attenzioni per non irritare ulteriormente la cute: sciacquate il viso con acqua tiepida prima di passare il rasoio, in modo da ammorbidire i peli, e usate con mano leggera rasoi sempre affilati per non causare abrasioni o tagli.

Se proprio non potete rinunciare ai cosmetici, applicateli solo dopo aver messo una base opportuna (anti-acne) e facendo attenzione a scegliere creme (solari compresi) rigorosamente “oil-free”.

Più precoce è il trattamento, minore è il rischio che si formino segni o cicatrici difficili da eliminare successivamente.

Per le forme lievi di acne si possono usare prodotti ad hoc, meglio se a base di Timo, per uso locale: è buona regola applicarli 10-15 minuti dopo essersi lavati, perché in questo modo si ripristina il film idrolipidico che ne facilita l’assorbimento.

maschera purificante alla spirulinacrema idratante alla viola tricolor e bardana

Bisogna poi pazientare un po’ per vedere i risultati, che compaiono non prima di 6-8 settimane.

Ragadi e cura delle mani

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Le ragadi sono dei taglietti piccolissimi, ma molto dolorosi, che si formano sulla punta delle dita causando non pochi problemi nello svolgere le normali attività quotidiane. Essendo in una posizione così antipatica non è affatto semplice curarle, perché ad ogni movimento si riaprono.

Nonostante le fantastiche giornate di sole che questo autunno ci ha  regalato il gelido inverno comincia e farsi sentire; la parte del corpo che ne risente di più sono proprio le nostre mani, perennemente esposte.

La pigrizia di non mettere i guanti, il lavarsi in continuazione, il dimenticarsi di applicare una buona crema idratante, la pelle sensibilizzata, il lavoro che si fa,  l’abbassamento della temperatura…  rappresentano un mix di fattori micidiale!

Nella migliore delle ipotesi le mani si screpolano, dando quell’effetto “carta vetrata” tanto fastidioso; nella peggiore invece, sulla punta delle dita si formano le dolorosissime ragadi.

La causa principale di queste ferite è quindi il freddo, perché contribuisce a rendere la pelle più secca. D’inverno si tende a trascurare la propria pelle perché non si sente l’esigenza di nutrirla continuamente, come si fa invece in estate, soprattutto quando si è al mare e si utilizzano solari e doposole.

La prima cosa da fare quindi è prevenire, semplicemente  iniziando a  prendersi cura delle mani anche in inverno, ricordandosi sempre di indossare i guanti e facendo un massiccio uso di crema idratante.

Ma se ormai si fossero già formate? In molti pensano che il cortisone sia un toccasana per quel che riguarda le ragadi, ed effettivamente funziona.

Il beneficio però è solo momentaneo, e il problema non si risolve: dopo l’applicazione i tagli spariscono nel giro di poche ore ma appena si smette di utilizzarlo tornano puntualmente fuori. Inoltre l’uso continuativo del cortisone assottiglia ancora di più la pelle, predisponendo alla formazione di ulteriori lesioni… in breve, meglio evitare!

In commercio ci sono diversi prodotti per la cura delle ragadi, ma se volete un risultato sicuro il mio consiglio è quello di scegliere creme mani e trattamenti a base di Aloe vera, che ha un elevato potere cicatrizzante e nutriente e permette una veloce guarigione.

Non si può pensare di evitare l’utilizzo continuo di una buona crema idratante, e una volta trovata quella più adatta alle proprie esigenze, è bene applicarla anche di sera, con un bendaggio occlusivo fatto con un paio di deliziosi guanti di cotone bianchi: una notte o due con questo trattamento e avrete risultati sorprendenti e mani lisce come seta!

crema mani nutriente all olio di argan         crema mani di bellezza alla stella alpina

Tutto sulla tintarella!

Siete fan irriducibili della tintarella?

Vi sdraiate su qualsiasi superficie esposta al sole, tipo lucertola, pur di abbronzarvi?

Sicuramente siete a conoscenza dei rischi di una scorretta esposizione al sole, ma immagino anche quanto possiate essere restii ad adottare tutte le dovute precauzioni per proteggervi dai danni dei raggi UVA e UVB…

Proteggere davvero la pelle dal sole, infatti, significherebbe:

  • utilizzare sempre una buona crema solare con un alto fattore di protezione, applicandola più volte nel corso della giornata: e fin qui, ce la possiamo fare!
  • non esporsi ai raggi del sole troppo a lungo, soprattutto nelle ore più calde della giornata (dalle 11 alle 15 circa): qui si fa già difficile per voi animali da spiaggia, sdraiarsi sul lettino in quelle ore fa di voi dei veri professionisti dell’abbronzatura e non potete disertare!
  • indossare sempre occhiali da sole, non solo per gli occhi, ma anche per proteggerne il contorno: ma stiamo scherzando?! Andare in giro con il segno degli occhiali tipo Kung Fu Panda?! Inaccettabile! 😀
  • usare un cappello: impossibile, il viso deve essere abbronzato come il resto del corpo!
  • indossare, per quanto possibile, una T-shirt leggera anche in spiaggia: questo proprio no!

 Ecco, voi siete proprio le vittime privilegiate dalla  bruciatura solare, perché non potete fare a meno di adottare i classici comportamenti a rischio… Ora vi siete scottati e vi prendereste a calci da soli, probabilmente Io fareste davvero se il dolore non fosse così forte!!

Quello che dobbiamo assolutamente fare è prevenire le ustioni esponendoci in modo progressivo nei primi giorni e utilizzando filtri solari con adeguato fattore di protezione (più alto per le pelli chiare, progressivamente più basso per le carnagioni scure).

Applicare un filtro solare sulla pelle però non significa poter stare al sole per tutto il tempo che si vuole, ma solo che ci si può esporre più a lungo prima che compaia l’eritema. Per esempio, se in assenza di protettivo solare ci si può esporre per 5 minuti senza incorrere nel rischio di eritemi, con un filtro solare a fattore 4 ci si potrà esporre per 20 minuti.

Evitate poi l’impiego di deodoranti e cosmetici contenenti oli essenziali di bergamotto o agrumi prima di mettervi al sole perchè danno fotosensibilità!

L’ustione solare è un’infiammazione della pelle provocata da una eccessiva esposizione alla luce del sole (ma anche alla luce di lampade solari). L’effetto dipende molto dal tipo di pelle di ogni persona (fototipo): chi ha la carnagione scura è meno sensibile ai raggi UV rispetto a chi ha i capelli biondi o rossi, la pelle chiara e gli occhi azzurri. Anche le parti del corpo non sono tutte ugualmente sensibili: gli occhi, il naso, le labbra sono più sensibili di braccia e gambe. I bambini e gli anziani inoltre sono più sensibili degli adulti.

I segni più comuni sono l’arrossamento (o eritema), che compare dopo alcune ore dall’esposizione. La pelle diventa dolorosa al minimo contatto e nei casi più gravi si presenta gonfia, con formazione di bolle, mentre possono comparire malessere generale, febbre, mal di testa. Il soggetto colpito va incontro a disidratazione e deve bere abbondantemente. La guarigione avviene nell’arco di alcuni giorni (da 3 a 20 a seconda della gravità dell’ustione) e la comparsa dell’abbronzatura nell’area ustionata va interpretata come un meccanismo di difesa dell’organismo ad eventuali successive esposizioni ai raggi solari.

Per capire se la pelle è scottata basta adottare il vecchio metodo che tutti conosciamo: premere la parte arrossata, se rimane per qualche istante una traccia bianca l’infiammazione è già presente. Ciò è dovuto al maggior richiamo di sangue dove la pelle risulta scottata. In tal caso è corretto sospendere subito l’esposizione.

La pelle scottata, quando non curata a modo o non idratata con la giusta attenzione, può avere conseguenze: inizia un processo di invecchiamento precoce, il foto-aging, e si possono sviluppare macchie della pelle che causano antiestetiche discromie e sono perniciose da eliminare anche con le adeguate cure. Inoltre la pelle scottata è più soggetta alla formazione dei tanto temuti melanomi.

Le lesioni da scottatura seria impiegano in media 3 giorni per guarire, ma la pelle impiegherà circa una settimana a metabolizzare il “trauma” dovuto alla scottatura. In questo lasso di tempo la pelle “nuova”, ricostruita dopo la scottatura, è molto sensibile perché giovane, e dunque va protetta molto bene dai raggi solari, coprendola non solo con creme a fattore protettivo alto, ma anche con vestiti che impediscano il passaggio dei raggi UV.

 La scottatura, nella maggior parte dei casi, non si manifesterà subito ma dopo qualche ora: se avete l’impressione di aver preso troppo sole, usate questo margine di tempo per prevenirla e attenuarne gli effetti, ad esempio facendo una doccia tiepida e cospargendo il corpo con una crema idratante (un rimedio molto semplice ed intuitivo ma ugualmente efficace).

Utili possono essere anche dei bagni di circa 20 minuti con acqua e bicarbonato, che attenua il bruciore e contrasta la formazione di bolle.

Una delle migliori cure è comunque quella di mantenere l’organismo adeguatamente idratato. Il consiglio è quello di bere molta acqua sia quando si è all’aperto sotto il sole sia successivamente: dato che le scottature sono causate dalla disidratazione delle cellule, bere molto aiuta a prevenirle. Anche mangiare frutta e verdura contenente bioflavonoidi e antiossidanti, come  agrumi, albicocche, carote pomodori e peperoni, aiuta il processo di guarigione della pelle.

Qualcuno suggerisce l‘applicazione di ghiaccio per dare sollievo: non fatelo! Il ghiaccio è troppo freddo e può danneggiare la pelle, già sotto stress per la scottatura. Meglio procedere con impacchi di acqua fresca, che di certo non risolve il problema ma dà una sensazione di sollievo.

Quando l’ustione non è grave si possono usare rimedi naturali, come l’Aloe vera, che allevia il dolore, riducendo l’infiammazione e l’arrossamento. E’ usata fin dall’antichità per le sue molteplici proprietà, tra cui anche quella cicatrizzante, ed è quindi perfetta in caso di scottature,  irritazioni della pelle, ustioni ed eritemi solari e nei trattamenti doposole. Le foglie di Aloe vera spezzate producono un gel lenitivo di colore chiaro che, applicato sulla pelle, dona immediatamente un sensazione generale di benessere e favorisce la guarigione. Questo gel è una componente fondamentale del mio doposole riparatore, al quale ho aggiunto estratti di Camomilla e altri principi attivi naturali altamente nutrienti e lenitivi.

doposole riparatore al gel di aloe vera e camomilla

Un ottimo rimedio per alleviare le ustioni della pelle è anche quello di fare un bagno tiepido dove è stato sciolto un bicchiere di Amido di Riso; se la zona colpita dalla scottatura è circoscritta si può fare un impacco locale di acqua e amido. Il trattamento però va sempre completato con l’utilizzo di un buon doposole.

 Un motivo in più per fare attenzione: dopo essersi “arrostiti” risulta più difficile acquistare un’abbronzatura duratura e omogenea a causa delle variazioni di pigmentazione della pelle dovute alle discromie tra pelle giovane e pelle meno giovane, magari già abbronzata e non lesionata.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO

Quando compare febbre al di sopra di 38-39° C.

Quando il dolore dura per più di 48 ore.

Quando compare vomito, diarrea, brivido, polso rapido e aumento della frequenza respiratoria ci si sente confusi o si manifesta , shock o perdita della coscienza.

Scottarsi fa male e seguire le giuste precauzioni è un atto dovuto se ci si vuole bene…meglio impiegare qualche giorno in più per ottenere la desiderata abbronzatura, ma farlo in salute e sicurezza!

Iperico: l’erba di San Giovanni

L’iperico (Hypericum perforatum) è una pianta erbacea alta 40-60 centimetri, diffusa in tutte le regioni temperate del mondo e molto comune anche in Italia, dove cresce soprattutto lungo le strade. È nota anche come “erba di San Giovanni”, perché il suo periodo di massima fioritura culmina il 24 giugno, o come “scacciadiavoli”, per il suo uso tradizionale. Un’antica credenza vuole infatti che, essiccato sui fuochi di San Giovanni Battista ed appeso vicino alla finestra, l’Iperico abbia il potere di invocare la protezione del santo per  allontanare da casa i fantasmi e tutte le persone che agiscono con intenti malevoli.

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In fitoterapia l’uso sistemico, per le sue facoltà rasserenanti, calmanti degli stati ansiosi e antidepressive, è forse quello più conosciuto, ma l’Iperico viene utilizzato da lungo tempo anche per via topica per le sue proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti e antisettiche.

Disarrossante e lenitivo per ustioni minori, scottature solari e tutte le irritazioni della pelle, si può usare puro o miscelato con olio essenziale di Lavanda, con olio vegetale di Rosa Mosqueta, oppure con un macerato di Aloe vera, per ottenere un naturalissimo doposole calmante e rinfrescante.

Per la sua spiccata azione antinfiammatoria e analgesica, è anche un alleato prezioso contro dolori articolari e reumatismi: si può sfruttare al meglio questa caratteristica usandolo in sinergia con  gli oli essenziali di Ginepro, Eucalipto, Timo o Lavanda.

È un cicatrizzante eccezionale ed allevia il prurito. Lo si può applicare localmente in impacchi, cataplasmi, o massaggiandolo sulle zone infiammate.

Come vedete l’olio di Iperico non dovrebbe mai mancare nel kit di pronto soccorso fai da te!

È importante tener presente però che non va mai utilizzato prima dell’esposizione al sole perché può aumentare la fotosensibilità, e non va mai usato dalle donne in gravidanza e sui bambini piccoli.

Giovy combina guai! Come trattare una bruciatura

Ultimamente ne combino una dietro l’altra…  Sembrerebbe proprio che abbia deciso di fare concorrenza al povero Fantozzi! Sarà la primavera che mi fa sfarfalleggiare… Comunque per farla breve, ieri mentre mi stavo sistemando prima di andare a lavoro mi sono fatta una bellissima bruciatura sul collo con la spazzola, che col fon si era arroventata. E non un segnetto ma un bel cerchio rotondo di 4 cm di diametro! Uffa che male!!! Naturalmente andavo anche di fretta, dovevo uscire di casa entro due minuti e non avevo un accidenti per farmi passare il dolore. Poi l’intuizione geniale! Il mio super Doposole riparatore all’aloe e camomilla! Perché che sia bruciatura da sole o bruciatura da oggetto rovente, sempre di bruciatura parliamo. Quindi mi sono spalmata bene bene con quel concentrato naturale di agenti lenitivi, idratanti e riparatori, e sono andata a lavoro, dove i: “Ma che hai combinato?!” si sono sprecati.

Ragazzi nel giro di mezz’ora il dolore era  passato, il diffuso rossore completamente scomparso e niente vescica!

Stamattina poi va ancora meglio. Per il segno circolare però c’è stato poco da fare: lì la cute l’ho bruciata (i miracoli ancora non so farli) e non mi resterà che aspettare una settimanella, il tempo che la crosticina cada.

Quindi se m’incontrate per la strada con un cerchio sul collo vi dò il permesso di ridere, ma cercate di non ridere troppo ok? 😀

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