Viaggio alla scoperta delle materie prime: la Rosa Mosqueta

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La Rosa mosqueta (o rosa muschiata o moscata), è una pianta originaria del Cile che dona frutti eccezionalmente ricchi di Vitamina C e di una forma estremamente attiva di Vitamina A, dai quali si estrae un olio fortemente nutriente, efficacissimo contro le rughe e l’invecchiamento cutaneo. Ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi, questo prodotto naturale è molto sensibile all’aria, alla luce e agli sbalzi di temperatura, e va incontro a un rischio elevato di alterazione: è quindi assolutamente necessario che sia di buona qualità e certificato, affinché mantenga intatto tutto il suo contenuto di sostanze preziose per la pelle.

Al contrario di numerosi prodotti più comunemente usati, questo olio penetra e agisce realmente in profondità, apportando elementi indispensabili alla pelle. Per la sua azione cicatrizzante e rigenerante  dei tessuti cutanei, la Rosa mosqueta è inoltre indicata nella cura di acne, eczemi, couperose e pelli iper-pigmentose. Contiene infatti un’altissima percentuale di acidi grassi polinsaturi, sostanze indispensabili nei processi di rigenerazione delle membrane e dell’epidermide e principali responsabili dei suoi effetti cosmetico-dermatologici.

L’olio di Rosa mosqueta, il derivato di più facile reperibilità e utilizzo, è quindi efficace nell’attenuazione degli inestetismi causati da cicatrici (che è in grado di levigare), dalle smagliature (con risultati evidenti già dopo quindici giorni applicandolo puro due volte al giorno), dalle macchie della pelle. Usato costantemente su viso e corpo, puro o in aggiunta alla crema idratante e ad altri prodotti cosmetici, attenua le rughe di espressione e agisce sull’invecchiamento prematuro, sulla pelle secca e spenta e anche su quella rovinata dall’acne: la sua applicazione rende la pelle luminosa, liscia ed elastica, eliminando i segni di stanchezza e donando una buona idratazione.

Per queste sue molteplici proprietà ho deciso di introdurre la Rosa mosqueta nel mio Peeling agli acidi della frutta con fibre di Bamboo e Rosa mosqueta. Penetrando rapidamente nella pelle il tempo di posa del peeling è sufficiente per sfruttare tutte le sue capacità cicatrizzanti, elasticizzanti, rigeneranti e tonificanti: questa pianta rende così il mio peeling più di un trattamento di bellezza completo, non solo un esfoliante ma un prodotto efficace su rughe, pelle impura, colorito opaco e macchie brune.

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L’acne rosacea

Vorrei affrontare oggi un problema delicato ma molto comune. L’acne rosacea è una dermatite cronica i cui  sintomi principali sono rossore (o vampate di calore) sul viso, rottura visibile di piccoli vasi sanguigni, piccole eruzioni di colore rossastro, cisti, palpebre e occhi irritati. Il rossore si concentra nelle zone centrali del volto (fronte, naso, guance e mento), e può essere accompagnato da bruciore e un leggero gonfiore, ma attenzione: la diagnosi del medico è importante per non confonderla con altri problemi dermatologici.

L’origine esatta della rosacea purtroppo è ancora un mistero; sembrerebbe trattarsi di una dermatosi dovuta alla dilatazione di vasi sanguigni perlopiù superficiali. Le cause sospette includono fattori genetici associati all’esposizione al sole e fattori ereditari, la presenza di un acaro rintracciato nei follicoli dei capelli (Demodex folliculorum), il batterio Helicobacter pylori (associato a ulcere dello stomaco), patologie gastrointestinali e trattamenti farmacologici che causano la dilatazione dei vasi sanguigni. Vi sono poi una serie di elementi scatenanti che sembrano favorirla, fra cui disturbi emotivi (stress, paura, ansia, imbarazzo, etc), che possono generare l’arrossamento ed aggravare questa condizione. Il rossore può essere causato  anche da variazioni climatiche come ad esempio un forte vento o un aumento dell’umidità; l’esposizione al sole e la cute danneggiata dai raggi UV poi, sono condizioni spesso associate alla rosacea, per questo si consiglia sempre l’applicazione di filtri solari fisici, contenenti zinco o titanio (SPF 50+), che forniscono un’elevata protezione. Altri fattori scatenanti noti sono l’attività fisica, sbalzi emotivi e il consumo di alcool, caffè e cibi troppo caldi, speziati o piccanti.

E’ importante riuscire a distinguere tra l’acne comune e l’acne rosacea anche perché i rimedi da usare sono diversi e facendo confusione si rischia di peggiorare il quadro clinico.

Le donne sono inoltre le più colpite anche se, di contro, gli uomini presentano spesso i casi più gravi, e in parte ciò è dovuto al  loro essere più restii a rivolgersi al medico alla prima comparsa dei sintomi. Bisogna infatti intervenire opportunamente e al più presto consultando un dermatologo quando si ha il sospetto di essere affetti da acne rosacea, poiché si tratta di una malattia infiammatoria che tende a peggiorare con il tempo e da non prendere alla leggera.

Attualmente non si conoscono cure risolutive, ma può essere trattata e tenuta sotto controllo, e con l’andare del tempo l’aspetto della pelle migliorerà. A volte è possibile curarla con antibiotici, per uso topico (che vanno applicati direttamente sulla pelle), o in altri casi per via orale. Le pustole possono migliorare velocemente, ma il rossore e le vampate di calore sono più difficili da curare.

E’ infine importante utilizzare  detergenti delicati ed oil-free, privi di sapone, per la pulizia del viso e lavarsi con acqua tiepida, evitando lo sfregamento della pelle.
Questa patologia nelle forme più gravi causa purtroppo anche un certo disagio sociale nelle persone che ne soffrono, mentre sarebbe importante mantenere un buon tono dell’umore e non stressarsi ulteriormente. Coraggio quindi, con serenità e costanza nelle attenzioni tutto si può affrontare!

Acne: ma il cibo è innocente o no?

Finite le feste di Natale abbiamo avuto tempo per depurarci… neanche per sogno! 😀

E’ arrivato subito il carnevale, con la sua allegria, le sue follie, i suoi colori e… i suoi piatti tipici! Frittate, frittelle fritture e dolci di ogni genere… e adesso la paghiamo con i brufoli 🙁

Molti di noi credono che ci sia uno stretto legame tra dieta e acne: secondo un’indagine il 32% degli acneici è convinto che proprio il cibo sia il principale responsabile della comparsa dei comedoni, mentre un altro 44% afferma che cioccolata, patatine alcoolici ecc. siano senza dubbio causa di peggioramenti.

In realtà infinite ricerche scientifiche dagli anni ‘60 in poi hanno più volte sottolineato l’assenza di relazioni evidenti tra dieta e acne; al contrario, chi pratica medicina olistica sostiene da sempre che tossine, stress e cattiva alimentazione contribuiscano in misura importante all’eruzione cutanea. Recentemente anche alcuni studi accademici sembrano provare questo legame: le ricerche più accreditate in materia dimostrano che alimenti ad alto indice glicemico, se consumati in eccesso, possono favorire la comparsa dell’acne, perché innalzano i livelli d’insulina che a sua volta va a stimolare la sintesi di ormoni androgeni, responsabili dell’ingrandimento delle ghiandole sebacee presenti nel follicolo pilifero e dell’aumento della produzione di sebo.

Naturalmente esistono anche fattori individuali, come una predisposizione genetica, oppure l’assunzione di alcuni farmaci quali i corticosteroidi e, ovviamente, farmaci a base di androgeni.

Ci sono piccoli accorgimenti che possono migliorare l’estetica della pelle acneica. Per esempio, è bene evitare l’esposizione al sole, che inspessisce la cute, e non stuzzicare con le mani la zone interessate dalla malattia.

La rasatura, negli uomini, richiede alcune attenzioni per non irritare ulteriormente la cute: sciacquate il viso con acqua tiepida prima di passare il rasoio, in modo da ammorbidire i peli, e usate con mano leggera rasoi sempre affilati per non causare abrasioni o tagli.

Se proprio non potete rinunciare ai cosmetici, applicateli solo dopo aver messo una base opportuna (anti-acne) e facendo attenzione a scegliere creme (solari compresi) rigorosamente “oil-free”.

Più precoce è il trattamento, minore è il rischio che si formino segni o cicatrici difficili da eliminare successivamente.

Per le forme lievi di acne si possono usare prodotti ad hoc, meglio se a base di Timo, per uso locale: è buona regola applicarli 10-15 minuti dopo essersi lavati, perché in questo modo si ripristina il film idrolipidico che ne facilita l’assorbimento.

maschera purificante alla spirulinacrema idratante alla viola tricolor e bardana

Bisogna poi pazientare un po’ per vedere i risultati, che compaiono non prima di 6-8 settimane.

Ultimi consigli per trattare pelli grasse e impure

Continuiamo a parlare di pelli grasse!

La sera struccate sempre il viso e rimuovete le impurità accumulate durante la giornata con il gel detergente che utilizzate la mattina: ricordate sempre di farlo perché è davvero importante liberare i pori.

Mattina e sera, non dimenticate di stendere sul volto una specifica crema idratante leggera per pelli grasse. Nonostante sia impura infatti, anche la pelle grassa è sensibile e ha grande bisogno di idratazione e nutrimento equilibrato.

crema idratante alla viola tricolor e bardana

Se siete molto giovani e avete problemi di brufoli, evitate assolutamente di schiacciarli, se invece siete intorno ai 40, idratate bene la pelle e la sera utilizzate una crema agli acidi della frutta, che aiuta ad eliminare le cellule morte.

Una volta a settimana applicate una maschera all’argilla e spirulina, un’alga che vi aiuterà ad eliminare i punti neri e a fare pulizia approfondita.

Per quanto riguarda i cosmetici, assicuratevi che siano tutti oil free non comedogeni, cioè che non occludano i pori e che quindi non accelerino la formazione di brufoli, poi opacizzate il viso con una cipria mat, che potete riutilizzare nel corso della giornata se la pelle diventa troppo lucida. Ad ogni modo, il makeup va usato con parsimonia sulle pelli grasse perché rischia di aumentare il problema del sebo. E’ fondamentale struccarsi sempre prima di andare a dormire, con una lozione specifica.

Attenzione a prendere il sole!! Evitate le esposizioni “selvagge” e proteggetevi dai raggi solari a tutte le ore del giorno con una crema solare non grassa. Lo so, con la bella stagione i brufoli migliorano perché sole e salsedine seccano, ma la cute reagisce alle radiazioni UV aumentando il proprio spessore e producendo più sebo per il solito effetto rebound, facilitando, così, la formazione dei comedoni (punti bianchi/neri). E’ per questo che di solito la pelle, verso ottobre, è una vera schifezza…

Sebbene la dieta non influisca particolarmente sulle condizioni della pelle e sulla comparsa di brufoli, è anche vero che i cibi grassi aumentano l’untuosità, quindi attenzione a ciò che mangiate e soprattutto bevete almeno 2 litri di acqua al giorno. Provate a limitare il consumo di grassi di origine animale, di alcool e di zuccheri raffinati e a favore di pesce, carni bianche, cereali integrali, frutta e verdura fresca; limitate caffè, sigarette, dolci e fritti e depuratevi assumendo giornalmente integratori a base di Bardana o Lievito di Birra.

Sembrano numerosi gli accorgimenti da avere ma vedrete che è solo questione di abitudine e di trovare il prodotto giusto… per la dieta però che posso dire… la saggezza popolare insegna: “chi bello vuol comparire qualche dolore deve soffrire”! 😀

Un gesto quotidiano per combattere la pelle grassa

Quello della pelle grassa è un problema, o meglio un inestetismo, molto diffuso, e non solo tra gli adolescenti!

Nonostante questo, la pelle grassa dà dei benefici a chi ce l’ha.

Prima di tutto è molto forte ed elastica e poi, e scusate se è poco, invecchia molto più tardi. Se poi, in età matura, spunta qualche brufolo qua e là, allora due sono i casi: o siete state poco attente a 20 anni oppure siete nervose e la vostra pelle vi aiuta a tirare fuori questo disagio, proprio come alcuni somatizzano sullo stomaco o sul fegato.

D’altro canto però, perché non invecchi precocemente, bisogna trattarla bene. Ricordate che anche se grassa è comunque delicata e sensibile ed è molto importante evitare di aggredirla e irritarla.

All’origine del problema “pelle grassa” troviamo l’iper-funzionalità delle ghiandole sebacee. Normalmente, una volta riversato all’interno del follicolo pilifero, il sebo trova libero sfogo all’esterno. Quando è presente in eccesso, ne dilata le pareti.

Un semplice test per smascherare una pelle troppo grassa consiste nel premere per qualche secondo una velina da trucco sul viso: se dopo averla tolta dalla cute presenta delle tracce umidicce ed untuose si può effettivamente parlare di pelle grassa.
In alcuni casi l’ipersecrezione sebacea può ostruire il lume del follicolo, provocando l’accumulo di sebo, detriti cellulari e batteri al suo interno e dando origine ai cosiddetti comedoni, chiusi o aperti: i tanto odiati e temuti brufoli e punti neri per intenderci!

Cosa fare per la pulizia quotidiana e per evitare l’effetto lucido?

Esistono degli accorgimenti, piccoli gesti quotidiani che rendono più luminosa e meno grassa la pelle del vostro viso.

Prima di tutto ogni mattina stendete sul viso umido un gel detergente delicato a base di ingredienti purificanti e lenitivi come bardana, Lavanda, Limone, Rosmarino, Timo. Massaggiate il detergente per circa 30 secondi, soprattutto su naso, fronte e mento, fino a formare una schiuma leggera. Poi sciacquate con abbondante acqua tiepida e tamponate il viso con una salvietta. Lavatevi sempre con acqua tiepida: troppo calda tenderebbe a disidratare, troppo fredda potrebbe irritare.

Mi raccomando, utilizzate detergenti specifici per pelli grasse, che in genere possiedono un pH relativamente basso (4.5-5.5) e contengono acidi della frutta a bassa concentrazione: meglio due lavaggi al giorno con prodotti delicati che una sola detersione con un cosmetico inadeguato. Molti saponi commerciali seccano la cute e se sul momento può sembrarvi un bene, poi vi accorgerete che è necessario scegliere prodotti non troppo aggressivi: per l’effetto rebound infatti, più sgrassate la pelle, più grassa l’avrete dopo (le ghiandole sebacee reagiscono all’attacco aumentando la produzione di sebo, perciò fate attenzione!).

In seguito applicate un tonico astringente per chiudere i pori, preferibilmente non a base di alcool per non aggredire la pelle: di nuovo possono essere d’aiuto lozioni a base di oli essenziali di Rosmarino, Tea tree, Menta.

Per oggi è tutto, ma tornerò presto a parlarvi di rimedi per le pelli grasse, che come sappiamo hanno bisogno di pulizia ma anche di una corretta idratazione… al prossimo post! 😉

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Per le pelli sensibili, latte di giumenta!

In una delle mie formulazioni più riuscite per far fronte ai disagi delle  pelli sensibili, ho inserito una buona percentuale di latte di giumenta, ovvero di cavalla… come mai?

Il latte di giumenta è noto per le  sue proprietà lenitive, nutrienti e rinforzanti, ed è particolarmente adatto alla pelle sensibile, tant’è che lo troviamo sempre più spesso nelle creme rivolte alla cura di pelle irritata, secca e persino atopica.

Viene di frequente paragonato al latte materno per la sua composizione: è infatti ricco di lattosio ed ha un’altissima concentrazione di enzimi, sali minerali ed elementi essenziali fondamentali per costruire le nostre difese naturali contro le infezioni.

Agisce rivitalizzando e stimolando la rigenerazione della pelle, idrata, calma le irritazioni e ripara la cute stressata. È molto efficace addirittura su eczemi, acne, prurito e infiammazioni.

Non ultimo, grazie all’azione antimicrobica e antiossidante di elementi come lisozima e lattoferrina, ha un elevato potere purificante.

Risulta adatto per la cura di tutti i tipi di pelle: da quella fragile di neonati, bambini e anziani, a quella  matura, stanca, rilassata o congestionata. Lo possono usare veramente tutti!

Nella mia crema lo impiego in sinergia con altri estratti lenitivi e rivitalizzanti come olio essenziale di Lamponi e Camomilla, e il risultato è davvero sorprendente!