E’ tempo di… solari!

Se in passato la pelle chiara era segno di una condizione sociale elevata rispetto a quella più scura, caratteristica di una vita di duro lavoro nei campi,oggi la pelle abbronzata è sinonimo di salute e bellezza, ed evoca immagini di vacanza, relax e benessere.

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Fortunatamente, le persone sono sempre più consapevoli dell’importanza che i prodotti solari hanno nel favorire un’abbronzatura graduale e duratura e nel proteggere la cute dai danni indotti dagli ultravioletti, preservandone la salute.

Sappiamo tutti a cosa servono i solari, ma cosa contengono e quali sono le formulazioni più adatte ad ognuno di noi? Ed è vero che la crema solare perde di efficacia nel tempo?

Cominciamo col dire che un buon prodotto solare deve essere facilmente spalmabile, deve avere una texture gradevole per incentivare il consumatore a una generosa e frequente applicazione, e deve veicolare i filtri sulla pelle in maniera omogenea, senza favorirne l’assorbimento.

I filtri solari devono avere un buon profilo tossicologico, essere foto-stabili e garantire una protezione ad ampio spettro. Possiamo dividerli in due grandi categorie: fisici e chimici. I filtri fisici sono sostanze che agiscono fisicamente, riflettendo le radiazioni. I filtri chimici, invece, ricalcano il meccanismo della melanina, quindi assorbono l’energia solare e la restituiscono sotto forma di altra energia. Nelle preparazioni ad alto fattore di protezione, i filtri fisici e chimici si utilizzano in sinergia.

In un solare non possono poi mancare sostanze idratanti, protettive e preventive del foto-invecchiamento, come gli antiossidanti: estratti vegetali ricchi in polifenoli che, in virtù della loro funzionalità anti-radicali liberi sono in grado di proteggere dall’immunosoppressione e dai danni al DNA indotti dalle radiazioni ultraviolette (analoghi effetti sono stati riconosciuti negli estratti di tè verde e nelle vitamine antiossidanti, quali tocoferoli e vitamina C).

Ma attenzione! Col tempo, il contatto con l’ambiente esterno altera i filtri solari contenuti nel prodotto, anche se fotostabili. La non corretta chiusura del flacone, l’infiltrazione di sabbia e altro, possono modificare l’efficacia e le caratteristiche della protezione solare. Per questo è importante tenere in considerazione la data di scadenza o l’indice PAO riportati sul contenitore primario o in etichetta, e sostituire il prodotto solare ogni anno per evitare qualunque tipo di rischio per la pelle; l’indice PAO delimita il periodo dopo l’apertura entro il quale il prodotto cosmetico può essere utilizzato in tutta sicurezza e generalmente, per quanto riguarda i solari, è inferiore o uguale ai 12 mesi (12M).

In commercio esistono diversi tipi di formulazioni e diversi fattori di protezione, per venire incontro ad ogni tipo di esigenza dermatologica o cosmetica e seguire l’andamento della stagione e delle esposizioni.

Il perfetto prodotto solare, dal punto di vista cosmetologico, deve essere in grado di proteggere da tutte le radiazioni ultraviolette (UVB, UVA corti e UVA lunghi), fotostabile (cioè non modificarsi con la luce), sicuro (non tossico e non sensibilizzante), resistente all’acqua e al sudore, gradevole e di facile applicazione.

In commercio esistono diverse formulazioni e texture tra cui possiamo trovare il nostro ideale per gusto ed esigenze dermatologiche. Passiamole in rassegna!

Oli solari: derivano dagli oli naturali, quali il mallo di noce o l’ulivo, e costituiscono i veicoli cosmetici più antichi. Permettono un’ottima dispersione dei filtri solari e non richiedono la presenza di conservanti. Non garantiscono tuttavia elevate protezioni per la loro estrema spalmabilità e la formazione di un film trasparente, idroresistente, ma sottile. Sono idonei per i fototipi più scuri o per chi è già abbronzato. Costituiscono però il veicolo ideale per la protezione dei capelli dai danni fotoindotti (secchezza, indebolimento, perdita del colore).
Stick, lipogel o gel: sono simili agli oli, ma hanno forma solida, spesso ricchi di burri (Cacao, Karitè…); la loro applicazione è limitata a zone cutanee ristrette perché possono risultare appiccicosi e untuosi. Gli stick sono indicati per piccole aree sensibili, quali il viso, per coprire le iperpigmentazioni solari (macchie) già esistenti ed evitarne il peggioramento o per proteggere cicatrici chirurgiche e recenti.

Idrogel: gelatine a base idroalcolica (con alcol etilico). Belli da vedere, determinano un’immediata sensazione di freschezza. Formano però un film trasparente non abbastanza omogeneo e garantiscono bassa protezione. Inoltre, la presenza di alcol è da sconsigliare a bambini e a chi ha una pelle sensibile, molto secca o senescente. La forma gel è invece ottima sui capelli o come doposole (in questo caso l’alcol non è presente) ad azione riparatrice sui danni solari, rinfrescante, lenitiva e idratante, con forti percentuali di fitoderivati e sostanze attive.
Emulsioni (latti) e creme: contengono sia una fase acquosa che una componente lipofila (sostanze grasse come oli, cere, ecc.). Questo permette di utilizzare elevate quantità di sostanze protettive, sia fisiche che chimiche, di modulare la formazione del film protettivo sulla superficie cutanea, di garantire la resistenza alla rimozione da lavaggio e al sudore. Da consigliare a chi desidera una forte funzionalità cosmetica, uniscono alla protezione solare numerosi vantaggi, tra cui idratazione, protezione dai radicali liberi, azione antirughe e molte altre.
Acque solari: liquidi in spray rinfrescanti e profumati, a basso o bassissimo livello di protezione solare. Contengono miscele di acqua, filtri chimici, essenze profumate e alcol e sono da evitare in presenza di pelle chiara o sensibile.

Come vedete le alternative sono molte… per orientarvi al meglio chiedete consiglio nella vostra farmacia di fiducia, la vostra pelle vi ringrazierà!

Sole e inquinamento: un mix pericoloso per la nostra pelle

Sembra ormai una certezza: l’inquinamento atmosferico danneggia la pelle, in particolare quella del viso, meno protetta e più esposta agli agenti esterni.  Differentemente che al mare e in montagna, infatti, a causa di smog ed elettrosmog nelle nostre città i raggi solari subiscono una distorsione, che li rende ancora più pericolosi.

Nello specifico, microparticelle e polveri sottili ostacolano l’ossigenazione e l’idratazione dell’epidermide e favoriscono la proliferazione dei radicali liberi, portando alla comparsa di macchie, couperose e rughe, e rendendo più difficile la detersione e l’assorbimento dei principi attivi delle creme. L’esposizione ai raggi solari va inoltre ad intaccare la proteina più importante del nostro organismo, ovvero il collagene: denaturare e destrutturare questa molecola, fondamentale per la struttura e la compattezza degli strati cutanei, porta a una perdita di tono dei tessuti.

Cosa fare? Proteggerci dal sole e dalle emissioni nocive è fondamentale. Le case cosmetiche vengono incontro a questa esigenza creando formule ad hoc e inserendo nei nuovi solari dei principi anti-smog che si aggiungono ai normali fattori di protezione: i cosiddetti “filtri urbani”, studiati appositamente per proteggere la pelle sia dai raggi Uva e Uvb, che dalle particelle e microparticelle di smog che vi si depositano, danneggiandola. Oltre alla protezione, dovremmo poi ridurre al massimo le cattive abitudini, come fumare, bere alcolici e consumare cibi spazzatura, e introdurre nella dieta più frutta e verdura fresche che apportano gli antiossidanti necessari a combattere i radicali liberi.

È poi molto importante detergere il viso e pulire bene i pori per eliminare le sostanze irritanti, ma anche per stimolare le difese naturali della cute, i processi di ossigenazione, l’eliminazione dei tessuti morti e il rinnovamento cellulare. Anche la scelta dei cosmetici, come appunto detergenti e creme, andrebbe fatta con maggiore attenzione, poiché molti contengono sostanze chimiche che, sebbene ammesse dalle normative e diffuse sul mercato, non sono esattamente benefiche, specialmente se utilizzate per molto tempo.

Una maggiore attenzione va rivolta ai punti più delicati del viso: labbra e contorno occhi, che va trattato con prodotti specifici contenenti vitamina E e Omega 6 e avendo sempre cura della qualità del sonno.

Infine, anche i capelli soffrono inquinamento e polveri sottili: queste ultime si depositano sul fusto, attaccandone la cheratina e indebolendolo, e causano l’aumento dei radicali liberi, che a loro volta vanno a minacciare la salute del follicolo esponendo il capello alla caduta.

Cosa fare per proteggere i capelli? Anche in questo caso, la detersione è fondamentale ed è bene utilizzare uno shampoo di qualità. Se è vero infatti che la cheratina viene disgregata da inquinanti e sole, è vero anche che lo stesso avviene se si usano shampoo contenenti tensioattivi troppo aggressivi! Al mare e in città sarebbe bene proteggere i capelli anche utilizzando un olio con filtro solare, e maschere e balsami appositamente formulati con molecole anti inquinamento.

Per prepararci all’arrivo del sole…

Il sole primaverile può risultare molto pericoloso: in questo periodo ci esponiamo infatti perlopiù involontariamente e in genere in maniera non protetta. A ciò si aggiunge lo smog che amplifica il danno solare, provocando la comparsa di irritazioni, eritemi e scottature.

Sarebbe quindi importante cominciare a preparare la pelle all’incontro con il cocente sole estivo, i cui effetti negativi possono evidenziarsi anche dopo molti anni, non solo a livello di foto-invecchiamento ma talvolta anche di complicazioni degenerative. Al contrario di quanto si pensa, inoltre, anche la pelle scura necessita di protezione  e preparazione, poiché potrebbe risentire di danni meno immediati ma più evidenti con il passare del tempo.

Per prima cosa è bene iniziare a usare filtri solari già dai primi soli “importanti” di maggio, anche in città.

Tenere la pelle pulita è fondamentale, poiché la mantiene sana e più difesa: quando potete usate anche scrub e/o maschere all’argilla, in modo da eliminare sostanze inquinanti e metalli pesanti. Stop invece a creme o peeling all’acido glicolico: i più aggressivi rischiano di privare l’epidermide degli strati superficiali, esponendola al rischio di macchie e discromie.

Almeno un mese prima e durante l’esposizione al sole, la pelle va poi predisposta anche dall’interno: assumere integratori mirati e fotoprotettori sistemici, aumenta gli scudi naturali anti-radicali liberi e antinfiammatori. Gli integratori alimentari contenenti mix di carotenoidi e antiossidanti, come il licopene e il selenio, sono infatti efficaci nel ridurre i danni causati dai radicali e inibire i processi di distruzione delle membrane cellulari indotti dai raggi UV. L’assunzione di queste sostanze aiuta quindi le naturali difese della pelle, diminuendo la fotosensibilità e il rischio di scottature ed eritemi; molti di essi, inoltre, contenendo sostanze come la tirosina, precursore della melanina, velocizzano e ottimizzano il processo dell’abbronzatura, rendendola più omogenea e duratura. Per quanto riguarda il più famoso dei carotenoidi, il beta-carotene, convertito in vitamina A nell’intestino, è contenuto in molte varietà di frutta e verdura di stagione, come albicocche, cachi, meloni, pesche, arance, carote, pomodori, zucca gialla, peperoni rossi, ma anche spinaci, broccoli, rape e cicoria. Normalmente se ne consiglia un consumo giornaliero compreso tra i 2 e i 5 mg, ed è bene non eccedere le dosi raccomandate. Una generosa integrazione di beta-carotene è opportuna anche nelle persone che si espongono al sole per lunghi periodi, negli anziani, contro la maculopatia senile e in chi assume alcool, perché l’etanolo distrugge le riserve di vitamina A nel fegato.

Attenzione: l’assunzione, soprattutto se non si rispettano le dosi consigliate, è controindicata per i fumatori, poiché sospettata di aumentare il rischio di cancro, problemi cardiovascolari ed emorragia intracerebrale (anche nel caso di esposizione all’amianto). Se non fumate, però, non c’è motivo di preoccuparvi: come per ogni cosa basta farne un consumo responsabile!

immagine da beautyblog.it

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Prepararsi all’arrivo del sole!

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Il sole è senza ombra di dubbio fondamentale per l’organismo e ha su di esso numerosi effetti benefici: stimola la sintesi della vitamina D, accentua il tono fisico e muscolare, migliora l’umore, attenua i dolori muscolari ecc. Ma bisogna prestare attenzione ai rischi cui vengono esposti pelle e capelli: il sole primaverile può risultare infatti molto pericoloso, soprattutto perché la pelle, pallida e indifesa dopo l’inverno, difficilmente si arrossa e quindi viene percepito come meno dannoso, tendendo a sottovalutare il trauma che la pelle subisce proprio in primavera.

Il sole  che si prende in città è forse più pericoloso di quello che si prende al mare o in montagna perché in questi casi i l’esposizione al sole è involontaria e, quindi, non protetta. A ciò si aggiunge lo smog che secondo numerosi studi amplifica il danno solare, provocando la comparsa di irritazioni, eritemi e scottature. Inoltre si crede che si debba  preparare al sole solo la pelle chiara.
Niente di più sbagliato! Anche la pelle scura necessita di cure e attenzione pre-sole. Se sulla pelle chiara gli effetti del sole sono più immediati,  la pelle scura potrebbe invece risentire di danni più subdoli ed evidenti con il passare del tempo, propria perché spesso viene erroneamente trascurata.

Sarebbe importante  sfruttare proprio questa stagione di mezzo per preparare la pelle all’incontro con il cocente sole estivo. I danni da esso provocati possono essere pericolosi e inoltre possono accumularsi ed evidenziarsi anche dopo molti anni, non solo con semplici problemi estetici quali il foto-invecchiamento, ma talvolta con complicazioni degenerative, come le cheratosi attiniche.
Per prima cosa è bene iniziare ad usare filtri solari già dai primi soli “importanti” di maggio, anche in città.

Tenere la pelle pulita è un passo ulteriore per prepararla al sole. Mantiene la cute sana e più difesa. L’accorgimento in più è quello di fare una pulizia profonda della pelle con uno scrub e maschere all’argilla, in modo da eliminare le sostanze inquinanti. Potete fare anche un impacco casalingo usando la zeolite, un minerale composto da microsfere di pietra lavica del Vesuvio, che funge da microspugna naturale in grado di asportare i metalli pesanti che, infiltratisi nella pelle, peggiorano il danno solare. Stop invece a creme o peeling all’acido glicolico: i più aggressivi, rischiano di privare l’epidermide degli strati superficiali, esponendola al rischio di macchie e discromie.

Un mese prima di esporsi al sole si può predisporre la pelle preparandola dall’interno. Assumere integratori mirati, a base di antiossidanti, aumenta gli scudi naturali anti-radicali liberi e antinfiammatori. Nel corso degli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi sulle molecole naturali che sono in grado di difendere la cute dai raggi UV.

Molte ricerche hanno dimostrato che gli integratori alimentari contenenti carotenoidi sono efficaci nel ridurre i danni causati dai radicali liberi. Tra i carotenoidi il licopene è uno dei migliori “catturatori” (“scavenger”) dei radicali liberi ed è in grado di inibire i processi di distruzione delle membrane cellulari indotti dai raggi ultravioletti.

Le ultime tendenze nei confronti degli integratori “pre-sole” sono tuttavia quelle di utilizzare un mix naturale di carotenoidi capaci di agire in sinergia fra loro.
Il beta-carotene è un pigmento arancione contenuto in molte varietà di frutta e verdura a cui conferisce un colore che varia dal giallo al rosso. Ne sono particolarmente ricchi frutti come le albicocche, i cachi, i meloni, le pesche, le arance e verdure come le carote, i pomodori, la zucca gialla, i peperoni rossi ma anche verdure a foglia verde come gli spinaci, i broccoli, le rape e la cicoria. Giunto nell’intestino, viene convertito in parte in vitamina A, una sostanza fondamentale per la salute della pelle e degli occhi, e il resto viene assorbito e immagazzinato come tale.
Recentemente vi è stato un aumentato interesse sugli effetti potenzialmente nocivi causati dall’assunzione di beta-carotene, vitamina A ed E ed evidenziati nella pubblicazione di un report danese. In realtà in tale report sono stati somministrati dosaggi di beta carotene 10 volte superiori alla RDA giornaliera raccomandata. Normalmente si consiglia un consumo giornaliero intorno ai 5 mg di beta-carotene.
È preferibile assumere i fotoprotettori sistemici almeno un mese prima e durante l’esposizione solare seguendo i dosaggi giornalieri raccomandati.

Se la dose giornaliera consigliata di beta-carotene va da 2 a 5 mg, nei fumatori l’integrazione – che in linea teorica è utile nel contrastare l’aumentato stress ossidativo legato all’abitudine tabagica – potrebbe, in realtà, essere controindicata: infatti, sono stati condotti degli studi sui fumatori che non assumevano supplementi di beta carotene confrontandoli con quelli che non li assumevano; a dispetto delle aspettative, si è registrata un’incidenza più elevata di cancro ai polmoni nel gruppo che assumeva l’integratore.
In altri studi, è stato provato che l’eccessiva supplementazione di beta carotene può aumentare il rischio di cancro alla prostata, ma non solo: problemi cardiovascolari ed emorragia intracerebrale sono possibili conseguenze di un eccesso di beta carotene nei fumatori e nelle persone che si sono esposte ad amianto. Se non fumate però, non c’è motivo di preoccuparvi, in quanto questi disagi affliggono solitamente gli schiavi del fumo.

Una generosa assunzione di beta carotene sarebbe opportuna nelle persone che si espongono al sole per lunghi periodi, negli anziani, contro la maculopatia senile, e in chi assume alcool, perché l’etanolo distrugge le riserve di vitamina A nel fegato.

In sintesi, questo precursore della vitamina A può darvi moltissimi benefici alla salute, ma può anche essere responsabile di disturbi e disagi:

assumete betacarotene responsabilmente!