L’importanza del recupero nell’allenamento sportivo

Ecco che finalmente spuntano i primi raggi caldi di sole, qualcuno ne ha già approfittato per andare al mare…

Come sempre, entriamo nel periodo in cui si intensifica l’allenamento in palestra o in qualsiasi altro sport in vista della pausa estiva e della solita prova costume! Allora ecco qualche consiglio per migliorare le performance e avere una muscolatura perfetta da esibire 😉

Gli amici sportivi sanno che il recupero muscolare è un passaggio fondamentale per l’ottimizzazione dell’attività fisica: è in questa fase che i muscoli si auto-riparano e si sviluppano, migliorando reattività e qualità della prestazione.

Un cattivo recupero può dipendere da diversi fattori:

  • una carente o errata alimentazione. Un’alimentazione bilanciata in relazione alle specifiche esigenze dell’atleta, con un adeguato apporto di proteine, carboidrati e minerali come il Magnesio, è uno dei fattori più influenti sul recupero. Sarà il nutrizionista, con l’ausilio del personal trainer, ad elaborare la dieta più appropriata. È stato dimostrato, inoltre, quanto una giusta idratazione e reintegrazione degli elettroliti influenzino il livello di prestazione e aiutino il successivo recupero in numerosi sport;
  • allenamenti troppo ravvicinati senza una preparazione adeguata;
  • allenamenti intensi troppo frequenti;
  • sovrappeso. Pochi chili di sovrappeso sovraccaricano il corpo durante tutta l’attività fisica e per il resto della giornata;
  • ragioni psicologiche;
  • età. I meccanismi di protezione vengono meno; in particolare la produzione e l’assorbimento di molti antiossidanti, come il coenzima Q10, si riducono, rendendo più soggetti a microtraumi.

I sintomi di un cattivo recupero possono essere:

  • performance ripetutamente scadenti non spiegabili;
  • sensazione di affaticamento persistente, dolori muscolari, depressione;
  • aumentata vulnerabilità alle infezioni e disturbi gastrointestinali;
  • disturbi del sonno e perdita di peso;
  • aumento della frequenza cardiaca a riposo e della pressione arteriosa;
  • aumento del rischio di infortunio.

Per migliorare la capacità di recupero è molto importante tenere in considerazione tutti i parametri che possono incidere nella preparazione dell’atleta: altezza, tonicità e sviluppo muscolare, alimentazione, allenamento alle spalle, approccio psicologico, condizione familiare e programmi scolastici. La capacità di recupero deve essere esercitata, ossia il nostro corpo deve essere allenato a riparare sempre più velocemente i danni causati dallo sforzo fisico. Questo avviene rispettando i normali tempi di ripresa, ad esempio evitando di fare allenamenti molto intensi per più giorni di seguito e alternando prestazioni molto impegnative con altre di media e bassa intensità.

Tra le principali forme di recupero sono da ricordare:

  • il lavoro aerobico leggero, per produrre endorfine ed eliminare le scorie metaboliche;
  • l’allungamento muscolare;
  • il massaggio defaticante, meglio se con oli dalle proprietà riscaldanti e decontratturanti, per ristabilire il giusto tono muscolare;
  • l’integrazione dei liquidi perduti durante lo sforzo e dei nutrienti essenziali al ripristino delle scorte energetiche.

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Il 1896 e le Mosche di Milano

Oggi facciamo un passo indietro, perché possiate conoscerci meglio.

Per chi ancora non lo sapesse, dietro al nostro marchio 1896 e al nome del nostro blog, Mosche di Milano, c’è una storia che viene da lontano (che abbiamo raccontato anche alle telecamere di Sereno Variabile).

1896 è l’anno di fondazione dell’antica farmacia che Gino Giuseppucci, farmacista e nonno paterno della nostra dottoressa Giò, acquistò nel 1954, quando con la famiglia tornò definitivamente dalla Libia in Italia, nelle sue Marche.

Era una farmacia magnifica, una vera opera d’arte in ogni suo dettaglio, realizzata da un artista perugino. Questo luogo magico è oggi museo e flagship store della linea di cosmesi naturale artigianale 1896 Scienza e Natura. E’ stato naturale, per Giovanna, offrire con la sua linea un tributo alla nobile tradizione della galenica coltivata tuttora dalla sua famiglia, memore anche lei dell’attività di suo nonno e di suo padre nel laboratorio galenico della farmacia storica.

Gli splendidi armadi della farmacia Mazzolini-Giuseppucci contengono una collezione di porcellane Ginori di enorme valore: in ognuna di esse, più di un secolo fa, si conservavano le sostanze consentite dalla prima Farmacopea ufficiale del Regno d’Italia per preparare i medicinali in laboratorio… eh già, è proprio in questo che consiste il fascino di questo mestiere, ereditato dagli antichi speziali…

Diamoci un’occhiata intorno, tra vasi e boccette di vetro in questa piccola farmacia ci sono almeno 400 contenitori con etichette dai nomi suggestivi, curiosi e a volte anche un pò inquietanti, come nel caso delle boccette blu che contenevano veleni…

C’è un vaso, in particolare, di fronte al quale nessuno ha mai resistito alla tentazione di porre la fatidica domanda: ma qui dentro cosa c’era?

E sfido io, sulla lussuosa etichetta in oro zecchino c’è scritto: MOSCHE DI MILANO… che sarà mai, è un modo di dire?

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Eh no! Le mosche di Milano, anche conosciute come Mosche di Spagna, non erano propriamente mosche… ma erano certamente insetti. Si trattava infatti di cantaridi, una specie di coleottero dalla vivace colorazione verde, ancora oggi conosciuto per contenere una sostanza dai molteplici usi e finanche pericolosa, la cantaridina.

Questi insetti, adulti o in stadio larvale, venivano “raccolti” ed essiccati, e infine ridotti in polvere per prepararne unguenti il cui più largo uso era, pensate un po’, quello del moderno Viagra. Ma bisognava stare attentissimi a non abusare, la cantaridina è anche molto tossica e può essere letale.

Pare che un illustre consumatore fosse anche il famigerato marchese De Sade, che non mancava di offrire biscotti al cioccolato “corretti” con cantaridina agli invitati dei suoi “festini”… bella scoperta vero? 😉

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