Fitocosmesi e Fitoceutica: facciamo chiarezza

Per limitare i danni che l’utilizzo di molti dei cosmetici in commercio apporta all’ambiente e alla nostra persona, occorre una presa di coscienza che faccia di noi dei “consumatori-attori” che: s’informano, scelgono con prudenza, boicottano le marche di prodotti che non rispettano né il pianeta né gli individui, preferiscono i prodotti a km 0, e, perché no, si fanno anche i cosmetici da soli!

Sul concetto di “cosmetico naturale” c’è però un po’ di ambiguità.

Bisogna infatti diffidare da chi propone il naturale al 100%, mentre esiste una chimica amica, cioè una sinergia tra la ricerca e la cosmesi biologica.

Oggi vorrei fare un po’ di chiarezza tra due diversi approcci alla cosmesi “naturale”: la Fitocosmesi, più classica e tradizionalista, e la Fitoceutica, più moderna e selettiva.

La Fitocosmesi tende a utilizzare i fitocomplessi, vale a dire ciò che si estrae in toto dalla droga vegetale: estratti, tinture madri, acque aromatiche, succhi, infusi, decotti, mucillagini e gomme, oli, burri e cere, oli essenziali, coloranti e così via. Il principio attivo contenuto in una pianta può essere sì riprodotto artificialmente, ma è l’utilizzo di estratti vegetali veri e propri a rendere unico il cosmetico naturale: il fitocomplesso, prodotto esclusivamente dalle piante, non è infatti riproducibile in laboratorio, ed è ricco sia di sostanze attive (glucosidi, oli essenziali, tannini, flavonoidi)  sia di coadiuvanti (enzimi, amidi, cere, sali minerali, vitamine, resine).

La Fitoceutica, viceversa, punta sull’uso di molecole chimicamente definite o, al più, di frazioni isolate omogenee, e sull’impiego preferenziale dei fitosomi, ovvero complessi particolari che cedono sostanze vegetali e amplificano l’effetto degli attivi.

Entrambe le scuole hanno in comune un’attenta selezione dei conservanti, che tendono a sostituire con autoconservanti, vale a dire con inibitori naturali della crescita microbica. Analogo l’approccio verso i profumi: ove possibile vengono eliminati e, eventualmente, sostituiti con oli essenziali o con molecole odorose estratte da oli essenziali. In parole povere, confrontando due formulazioni simili, in quella fitocosmetica si potrebbe trovare per esempio l’olio di Avocado, mentre quella fitoceutica potrebbe contenere l’insaponificabile di Avocado e le ceramidi, ovvero derivati selezionati.

In definitiva però, per sapere esattamente cosa si acquista, è necessario imparare a leggere la lista degli ingredienti, detta INCI, comune per tutti i paesi dell’Unione Europea e non solo. Sembra facile ma…  paraffinum liquidum, octyl stearate, cetyl palmitate, dimethicone, Oenotera biennis… come capirci qualcosa? Ecco perché nelle prossime uscite vorrei darvi una mano a districarvi tra questo strani termini e diventare consumatori sempre più consapevoli e attenti.

Acne: ma il cibo è innocente o no?

Finite le feste di Natale abbiamo avuto tempo per depurarci… neanche per sogno! 😀

E’ arrivato subito il carnevale, con la sua allegria, le sue follie, i suoi colori e… i suoi piatti tipici! Frittate, frittelle fritture e dolci di ogni genere… e adesso la paghiamo con i brufoli 🙁

Molti di noi credono che ci sia uno stretto legame tra dieta e acne: secondo un’indagine il 32% degli acneici è convinto che proprio il cibo sia il principale responsabile della comparsa dei comedoni, mentre un altro 44% afferma che cioccolata, patatine alcoolici ecc. siano senza dubbio causa di peggioramenti.

In realtà infinite ricerche scientifiche dagli anni ‘60 in poi hanno più volte sottolineato l’assenza di relazioni evidenti tra dieta e acne; al contrario, chi pratica medicina olistica sostiene da sempre che tossine, stress e cattiva alimentazione contribuiscano in misura importante all’eruzione cutanea. Recentemente anche alcuni studi accademici sembrano provare questo legame: le ricerche più accreditate in materia dimostrano che alimenti ad alto indice glicemico, se consumati in eccesso, possono favorire la comparsa dell’acne, perché innalzano i livelli d’insulina che a sua volta va a stimolare la sintesi di ormoni androgeni, responsabili dell’ingrandimento delle ghiandole sebacee presenti nel follicolo pilifero e dell’aumento della produzione di sebo.

Naturalmente esistono anche fattori individuali, come una predisposizione genetica, oppure l’assunzione di alcuni farmaci quali i corticosteroidi e, ovviamente, farmaci a base di androgeni.

Ci sono piccoli accorgimenti che possono migliorare l’estetica della pelle acneica. Per esempio, è bene evitare l’esposizione al sole, che inspessisce la cute, e non stuzzicare con le mani la zone interessate dalla malattia.

La rasatura, negli uomini, richiede alcune attenzioni per non irritare ulteriormente la cute: sciacquate il viso con acqua tiepida prima di passare il rasoio, in modo da ammorbidire i peli, e usate con mano leggera rasoi sempre affilati per non causare abrasioni o tagli.

Se proprio non potete rinunciare ai cosmetici, applicateli solo dopo aver messo una base opportuna (anti-acne) e facendo attenzione a scegliere creme (solari compresi) rigorosamente “oil-free”.

Più precoce è il trattamento, minore è il rischio che si formino segni o cicatrici difficili da eliminare successivamente.

Per le forme lievi di acne si possono usare prodotti ad hoc, meglio se a base di Timo, per uso locale: è buona regola applicarli 10-15 minuti dopo essersi lavati, perché in questo modo si ripristina il film idrolipidico che ne facilita l’assorbimento.

maschera purificante alla spirulinacrema idratante alla viola tricolor e bardana

Bisogna poi pazientare un po’ per vedere i risultati, che compaiono non prima di 6-8 settimane.